10 motivi (e 4 nuovi film) per amare Riccardo Scamarcio

di Marion Vague 

È il sex symbol non-vip per eccellenza, riservato e sempre fedele alla sua donna (la stessa dal 2004). Con 4 film in lavorazione e una carriera da produttore in corso, ecco dieci motivi per amare Riccardo Scamarcio

Marion Vague

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Riccardo Scamarcio non si sdoppia, di più: si fa letteralmente in quattro.
L'attore, amatissimo e sempre sulla cresta dell'onda dai tempi dell'esordio da liceale in Compagni di scuola e dell'esperienza 'mocciana' di Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te, è impegnato su più fronti e ha ben quattro film in uscita che lo vedono protagonista.Tre di questi sono progetti internazionali.
In Gibraltar, un thriller con budget di 20 milioni di euro ambientato a Gibilterra, vestirà i panni di un ambiguo narcotrafficante. Scamarcio non è nuovo a ruoli da "bad boy" (chi di noi non ricorda "il Nero" di Romanzo Criminale?) e ha definito il suo personaggio «non proprio un 'cattivo', ma una figura ambigua come tutti quelli del film. È una storia in bilico tra legalità e criminalità, tema che mi sembra molto contemporaneo».
Altro set, tutt'altra storia in Effie di Richard Laxton. Si racconta dell'amore mai consumato tra il pittore e scrittore John Ruskin e la moglie adolescente, Effie appunto, interpretata da Dakota Fanning. Scamarcio sfoggerà la sua indole più romantica vestendo i panni (o meglio i costumi) di un conte seduttore che circuisce la baby-sposa.
Terza pellicola dal respiro internazionale è The third person di Paul Haggis, la cui uscita è prevista per novembre. Si tratta di un intreccio di tre storie d'amore tra Roma, Parigi e New York, in cui l'attore interpreta un paranoico barista al fianco di Liam Neeson, Olivia Wilde, Mila Kunis, James Franco, Adrien Brody e Kim Basinger.
Tutta italiana, invece, la commedia Una piccola impresa meridionale, seconda "creatura" cinematografica di Rocco Papaleo che, oltre ad essere il regista è anche il protagonista, Costantino, un ex sacerdote che decide di ritirarsi in un vecchio faro. «Il film è uno sguardo su personaggi tutti in qualche modo disagiati che insieme decidono di ristrutturare il faro, metafora delle loro esistenze. È una storia ottimista ma non superficiale, e ce n'è bisogno in questo momento», dice Scamarcio.
Instancabile e mai uguale a se stesso, Riccardo Scamarcio è sempre pronto a sperimentare e a 'sperimentarsi', al punto da avviare in parallelo alla più che prolifica carriera di attore un'attività di produzione.
E' infatti produttore della docufiction L'uomo doppio di Cosimo Terlizzi, presentata al Festival di Torino, e di Miele, pellicola che sancisce il debutto alla regia della inseparabile compagna Valeria Golino, con Jasmine Trinca e Carlo Cecchi, in cui si affronta il tema dell'eutanasia.

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