Ambra Angiolini: «Vorrei essere Claudia Mori»

06 luglio 2010 
<p>Ambra Angiolini: «Vorrei essere Claudia Mori»</p>
PHOTO - KIKAPRESS -

Siamo a Brescia, nel giardino della casa dove vive con il suo compagno, il cantante Francesco Renga, 41 anni, dal quale ha avuto due figli: Jolanda, nata a gennaio del 2004, e Leonardo, 3 anni e mezzo a ottobre.
Mamma Ambra, 32 anni, romana di nascita, li ha appena accompagnati a scuola. E, prima di scendere dall'auto, ha recuperato il copione della Misteriosa scomparsa di W, monologo di Stefano Benni con il quale debutterà a Genova il prossimo 13 gennaio.
Il 20 novembre, invece, esce al cinema Ce n'è per tutti di Luciano Melchionna, con Micaela Ramazzotti, Lorenzo Balducci, Stefania Sandrelli e altri ancora.
Ambra interpreta Eva, ragazza romana di borgata, caschetto biondo e lingua sciolta, soprattutto quando si tratta di parlare di sesso.

Nei mesi scorsi ha finito di girare L'ultima trincea, miniserie in due puntate che andrà in onda (non si sa ancora quando) su Raiuno, e nel giro di pochi giorni dividerà il set della sitcom di Mediaset Allstar con Diego Abatantuono, Fabio De Luigi, Bebo Storti e Cornacchione. Data di programmazione ipotetica: settembre 2010.
«Non eri tu quella innamorata di Morgan? Tiè, ti sta bene», dice, sfogando l'energia del caffè doppio appena bevuto, «ma se vuoi ti accompagno a casa sua e gli mettiamo la cicca sul tasto del citofono. Oppure suoniamo.
Lui: "Chi è?". E tu: "Sono Enrica, prrrrrrr"».
Fine del cazzeggio. Facciamo l'intervista. Passiamo al lei.

A proposito di Morgan, avete «rischiato » di lavorare insieme. I candidati possibili per sostituire Simona Ventura a X Factor erano tre: Mogol, Claudia Mori e lei.
«Stavo girando L'ultima trincea, ero in piena prima guerra mondiale, in mezzo a bombardamenti, austriaci e così via, e non seguivo tanto le vicende moderne. Un giorno mi è arrivata una telefonata dal futuro. Mi dicevano che, secondo un sondaggio, ero risultata la persona perfetta per sostituire Simona Ventura. Io non sapevo neppure che se ne fosse andata. Ma l'ho trovata una mossa geniale, di quelle che solo lei sa fare».
Perché?
«Perché lei era quella che faceva parlare di sé, quella che diceva continuamente "di pancia". Andandosene, ci ha messi di fronte a un prima e a un dopo Simona. E questo vuol dire essere "figa", avere potere. Nella Ventura tutto è più studiato di quello che sembra. Il suo look a X Factor, per esempio, con quelle camicette sbottonatissime. Tutti dicevamo: "E, vabbè, basta". Invece, ora ci manca».
Ma la produzione l'ha contattata o no?
«Molto tardi. Dopo che i giornali avevano fatto il mio nome. Mi telefonò l'assistente di Giorgio Gori e mi chiese se l'idea mi andava. "Perché tu, di recente, hai questa immagine un po'…". Voleva dire "snob" ma non trovava il coraggio».
E lei?
«Dissi che il programma mi piaceva e che, se non mi chiedevano di fare Simona, se ne poteva parlare. Perché io quella roba lì non sono capace».
Alla fine, però, hanno scelto la Mori. Come mai?
«Perché rispetto alla Ventura è proprio un'altra cosa e, quindi, è più giusta lei. Io l'avevo conosciuta tanto tempo fa, avrò avuto 19 anni. Passai una decina di giorni a casa Celentano».
A fare che cosa?
«Dovevo incidere un duetto con Adriano. La canzone si intitolava Voglio prendere il sole. Mi piaceva tanto, ma, alla fine, non se n'è fatto nulla. Diceva che ero troppo stonata. All'ennesimo tentativo, me la sono presa e ho detto: "Ma se non va mai bene, allora basta"».
Com'è stare a casa Celentano?

«Claudia è completamente diversa da come la raccontano. Dicono che è una tipa dura, difficile. Invece è capace di grande tenerezza e attenzioni, ma solo nei confronti di chi le è simpatico. Come, del resto, faremmo tutti se potessimo permettercelo. La differenza fra la Mori e i comuni mortali è che lei non ha più il filtro della forma: se non le piaci non le piaci. Vorrei arrivarci anch'io lì. Smetterla di avere paura di essere giudicata».
Parliamo di questo servizio. So che lei considera le foto piuttosto «forti».
«Per me è stata una sfida. Un andare contro tutto quello che, ultimamente, sentivo dire sul mio conto, tipo: "Ah, brava tu che sei una mamma". In Ce n'è per tutti c'è una scena in cui sono in mutandine e reggiseno. Leggendo il copione, la prima cosa che ho pensato
è stata: "Come mi giudicheranno?". Sono andata in crisi. Non riuscivo a slegare me dal personaggio. Nonostante Eva sia del tutto diversa. Per esempio, questa sua idea che lo "svestito" fa sexy: a me fa molto ridere».

CONTINUA

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