Enrico Casarosa: «Anche gli storyboarder sognano l'Oscar»

28 gennaio 2010 
<p>Enrico Casarosa: «Anche gli storyboarder sognano l'Oscar»</p>
PHOTO KIKA PRESS

Il tricolore della creatività sventola in casa Disney-Pixar portato in alto dall'artista genovese Enrico Casarosa, storyboarder che ha lavorato al film Up.
Premiato con un doppio Golden Globe per miglior film d'animazione e miglior colonna sonora (composta dall'italo-americano Michael Giacchino), secondo al box office mondiale solo a Alla ricerca di Nemo, Up dal 27 gennaio è disponibile in dvd, blu-ray disc e, per la prima volta, in Disney Digital Copy, con cui si può scaricare la copia digitale del film sul proprio computer grazie a un disco extra e a un codice presenti nella confezione combo pack (che include blu-ray, dvd e, appunto, digital copy).
Up è il decimo film firmato Disney-Pixar, il primo realizzato in Disney Digital 3D, e ha per protagonisti un uomo di 78 anni, Carl, un bambino di 8, Russell, e un sogno: quello di esplorare la terra e vivere al massimo.
Enrico Casarosa è un talento made in Italy che ha dato un importante contributo al successo del cartoon, ed è uno storyboard artist.

Lo storyboard, inventato da Walt Disney nel 1927, potrebbe essere definito una sceneggiatura disegnata, o anche la visualizzazione di un'idea di regia. Si tratta di una serie di disegni -in genere diverse centinaia- che illustrano, inquadratura per inquadratura, ciò che verrà girato sul set. Di solito, sotto i disegni vengono indicati i movimenti della macchina da presa, come panoramica a destra, oppure carrello in avanti, e delle frecce ne indicano la direzione. Spesso altre frecce, poste all'interno dell'inquadratura, indicano i movimenti dei personaggi e degli oggetti. A volte viene descritta la scena e vengono riportati brani del dialogo, oppure si indica il tipo di obiettivo che si intende usare per girare la scena, la luce o l'atmosfera che si vuole avere e, certe volte, si segnala addirittura il costo di un'inquadratura. Un lavoro certosino, quindi, e fondamentale, che richiede creatività, attenzione e precisione.

Enrico, come definirebbe questo lavoro così affascinante?

«Qualcosa che nasce dall'unione tra l'amore per il disegno e la passione per raccontare storie».

Ci racconta il suo percorso?
«Ho iniziato qui a Milano, all'Istituto Europeo di Design. Per un anno ho frequentato il corso di illustrazione, poi sono partito per New York, dove ho seguito delle lezioni di animazione. Sono ben presto andato a lavorare in un piccolo studio, sempre di animazione. Fare esperienza sul campo aiuta molto a capire il mestiere. Poi sono arrivato a San Francisco, in Pixar».

Quali sono le caratteristiche indispensabili per fare questo lavoro?
«Bisogna essere appassionati e portati per il disegno: è una cosa di natura, o si ha o non si ha. Io devo confessare di aver avuto un percorso di studi anomalo, non ho mai finito una scuola, ma è importante studiare».

Quali consigli darebbe a chi volesse seguire le sue orme?
«Consiglio di studiare figura dal vero e di disegnare tanti, tantissimi animali. Queste sono le cose base da saper fare. Un po' si può anche imparare da soli, ma poi per crescere è indispensabile seguire dei corsi. A questo va unito l'amore per il cinema: bisogna guardare i film di animazione, analizzarli e capirli».

Com'è stato coinvolto nella lavorazione di Up?
«Lavoro alla Pixar da otto anni ormai. Ho collaborato alla nascita di Ratatuille e, dopo quel film, mi hanno proposto Up. Ho trovato la cosa immediatamente interessante, soprattutto mi affascinava Dug, questo cane buffissimo (con un collare speciale che gli consente di parlare, nda), e il fatto che ci fossero molte cose ancora da esplorare, all'interno di questo progetto. In pratica, ho seguito il film fin dai suoi primi passi (Casarosa è anche coautore della storia originale del film, oltre che dello storyboard, nda)».

Quanto tempo avete lavorato sullo storyboard di questo film?
«Per questo genere di produzioni normalmente ci vogliono un paio d'anni».

Pochi giorni fa Up si è aggiudicato due Golden Globe
«E' un buon inizio. Speriamo che ci porti fortuna per l'Oscar».

Progetti futuri?
«Per un anno circa sono stato impegnato con Cars 2, che uscirà nel 2011, e ora sto lavorando su un cortometraggio di cui curo anche la regia, ma su cui non posso dire altro. E' una bella opportunità di crescita per me, oltre che una sfida».

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