Raoul Bova: «A mia moglie chiedo scusa molto spesso»

12 febbraio 2010 
<p>Raoul Bova: «A mia moglie chiedo scusa molto spesso»</p>
PHOTO KIKA PRESS

«Io chiedo spesso scusa, anche in amore. Vuol dire avere molto coraggio, ammettere i propri sbagli». A parlare è Raoul Bova, la prova che esiste l'uomo bello e intelligente.
Lo vedremo da oggi al cinema nel nuovo film di Federico Moccia Scusa ma ti voglio sposare, il sequel del grande successo Scusa ma ti chiamo amore.
I protagonisti sono sempre Alex (Raoul) e Niki (Michela Quattociocche) che questa volta si trovano di fronte al grande passo del matrimonio. Ma a lei, qualche mese prima, comincia ad avere paura, anche a causa del corteggiamento serrato di Guido (Andrea Montovoli). E il finale resta a sorpresa.

I dubbi di Alex sulla scelta di sposarsi, sono stati anche quelli di Raoul Bova nella vita?
«Quella di Alex è una scelta consequenziale. Ha quarant'anni, cerca una donna e una stabilità, Niki può rappresentarla. Nella vita io ho fatto tutto dieci anni prima, oggi ho già dei figli abbastanza grandi, e per me il matrimonio vero è quello che si celebra mettendo al mondo una persona, prendendosi la responsabilità di un'altra vita».

La produttrice Rita Rusic, presentando il film, ha detto: «Raoul si è molto divertito a reinterpretare Alex e adora essere al centro dell'attenzione». Significa che ha messo da parte la sua famosa timidezza?
«Diciamo che sono molto migliorato. Ormai sono più riservato che timido».

Infatti della sua vita non si sa molto: nel film Alex chiede a Niki di sposarlo in modo plateale, con una scritta luminosa su un ponte. Lei come ha chiesto a Chiara di sposarla?
«Non l'ho propriamente chiesto. Ci siamo sposati simbolicamente un giorno su un ponte di Bruges, in Belgio. Abbiamo comprato due anelli da un mendicante e ci siamo scambiati la promessa».

E il matrimonio ufficiale?
«Anche quello è stato particolare.  Il giorno del battesimo del nostro primo figlio, dopo la funzione, ne abbiamo fatta annunciare un'altra e ci siamo sposati. Se l'immagina altrimenti i preparativi? Mia madre, mia sorella, le scarpe, i vestiti… per carità. Così abbiamo evitato tutto».

Dopo questo impegno quando la rivedremo al cinema?
«Presto. Ho in programma due film: La nostra vita di Daniele Lucchetti e Ti presento un amico dei fratelli Vanzina».

Questo significa che la parentesi americana è definitivamente archiviata?
«Ancora non lo so, dopo questi due impegni mi prenderò un po' di tempo per capire quale direzione prendere».

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