Berlinale: da Scorsese a Ozpetek

13 febbraio 2010 
<p style="margin-bottom: 0cm;">Berlinale: da Scorsese a Ozpetek</p>

Attesissimo il primo, fuori concorso nella selezione ufficiale con Shutter island, in sordina il secondo, inserito nella sezione Panorama con Mine vaganti, Martin Scorsese e Ferzan Ozpetek hanno portato alla Berlinale i loro ultimi lavori nello stesso giorno.

Il film di Scorsese, che rafforza il sodalizio con Leonardo Di Caprio e che vede nel cast anche Mark Ruffalo, racconta una storia di indagini e violenza, realtà e incubi. Nessuno, però, nonostante le lodi all'interpretazione di Di Caprio (che nell'incontro con la stampa ha scherzato ripetendo la famosa frase di Kennedy "Ich been ein Berilner"), ha gridato ancora al capolavoro per l'ultima fatica del regista di The departed.

Più di nicchia la presenza di Ozpetek, la cui risonanza internazionale è ovviamente imparagonabile a quella di Scorsese, così come nessuno a Berlino si è lasciato impressionare dalla presenza di Riccardo Scamarcio, divo solo italiano per ora e protagonista di una storia di coming out ma anche e soprattutto di famiglia. Non più famiglie allargate però, come Ozpetek ci ha abituati negli anni, e soprattutto non più gli interni romani: Mine vaganti, che racconta delle dinamiche tra padre, madre, zia, fratelli, nonna e chi più ne ha più ne metta, si svolge in Puglia. E in conferenza non è mancato chi ha chiesto a Domenico Procacci (produttore del film con la sua Fandango) se non volesse spostare la sua casa di produzione proprio in Puglia...

In realtà, però, la rivelazione della giornata sarebbe un terzo film: Au revoir Taipei, scritto e diretto dall'americano-taiwanese Arvin Chen, ha suscitato caldi applausi per la sua miscela di noir, gangster movie in chiave "local", romance e musical. Che il Festival abbia già una sua rivelazione? Ancora molto presto per dirlo.

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