Niente Berlino per Panahi: il regista non può lasciare l'Iran

16 febbraio 2010 
<p>Niente Berlino per Panahi: il regista non può lasciare
l'Iran</p>

Non era in concorso, Jafar Panahi, ma lo aspettavano come ospite d'onore alla Berlinale. Avrebbe dovuto intervenire a un meeting dal titolo (ironico, verrebbe da dire) "Iranian cinema: present and future. Expectations inside and outside of Iran", ovvero "Cinema iraniano: presente e futuro. Prospettive dentro e fuori l'Iran". Invece niente da fare: al regista de Il cerchio (Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia 2000) è stato negato il permesso di lasciare l'Iran.

Non è la prima volta che Panahi ha problemi con il governo del suo Paese: Oro rosso, film del 2003 premiato a Cannes nella sezione Un certain régard, non ha mai avuto l'autorizzazione a venire distribuito in patria (era considerato "troppo dark"). Ma soprattutto, l'estate scorsa, durante le rivolte post-elezioni governative, il regista era stato arrestato assieme alal moglie e alla figlia per avere preso parte a delle dimostrazioni. Ora, il permesso negato.

Nato a Mianeh nel 1960, ex assistente alla regia di Abbas Kiarostami, Panahi è un importante esponente del cinema iraniano, noto a livello internazionale. Famoso soprattutto per Il palloncino bianco, nel 2006 ha vinto con Offsideun Orso d'argento alla Berlinale. Quello stesso Festival a cui adesso gli è stato negato di prendere parte.

 

 

 


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