Il missionario

18 febbraio 2010 
<p>Il missionario</p>

Si studia tanto per diventare prete? Sette anni, se hai una buona condotta è la battuta da ricordare.

SEGNI PARTICOLARI L'attore protagonista de Il missionario, Jean-Marie Bigard ha firmato anche la sceneggiatura del film. Roger Delattre, che ha diretto il film, in passato ha fatto l'assistente alla regia per successi come Arthur e il Popolo dei Minimei. Non a caso Il missionario è prodotto da Luc Besson

TRAMA Siamo in Francia. Dopo sette anni di carcere Mario Diccara esce per buona condotta. Fuori, ad aspettarlo, ci sono i suoi ex complici che devono ancora intascare la loro parte della refurtiva (mai trovata). Mario decide quindi di chiedere aiuto a Patrick, suo fratello sacerdote, che gli consiglia di nascondersi in un paesino vestendosi da prete: peccato che, una volta arrivato a destinazione, venga scambiato per il nuovo parroco e si trovi costretto a dover sostenere la parte fino in fondo

REGIA Roger Delattre
CAST Jean-Marie Bigard, David Strajmayster, Thiam Aïssatou, Jean Dell, Michel Chesneau, Benjamin Feitelson, Jean-Gilles Barbier, Sidney Wernicke, Philippe Faure, François Siener, Lucie Lucas

DA VEDERE PERCHE'
è una commedia piena di situazioni divertenti e con dei protagonisti irresistibili
DA VEDERE CON CHI crede che i confini tra sacro e profano siano molto sottili
IDEALE PER una serata in settimana in cui si ha voglia un po' di relax extra-televisivo

NOTE DI STILE vestiti da prete a parte, rileviamo un abbigliamento piuttosto sportivo all'inizio da parte soprattutto di Mario. Per gli altri personaggi maschili (in particolare per uno, che però non possiamo svelarvi) notiamo un look che ricorda nostalgicamente il Tony Manero de La febbre del sabato sera. Le donne sono divise tra quelle del piccolo paesino che si dimostrano molto semplici (con predilezione di vestiti e gonne lunghe e non particolarmente alla moda) e le altre che vengono da fuori con i loro micro-abiti ad alto tasso di sensualità
DAL SOUNDTRACK contemporaneo e scanzonato, con note funky e hip-hop e l'inserto di qualche hit pop internazionale come When I Grow Up delle Pussycat Dolls

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