Jessica Alba: a Berlino tra sesso e violenza

19 febbraio 2010 
<p style="margin-bottom: 0cm;">Jessica Alba: a Berlino&nbsp;tra
sesso e violenza</p>

Era già successo il mese scorso al Sundance, dove il pubblico aveva reagito così male alla violenza di The killer inside me da costringere Jessica Alba a lasciare la sala della proiezione ufficiale. E anche oggi, a Berlino, non sono state accolte bene le scene che mostrano l'attrice malmenata, pestata a sangue e infine uccisa dal protagonista (interpretato da Casey Affleck). Stessa sorte che tocca a un'altra compagna di set, Kate Hudson. Anche alla Berlinale, non sono mancati i "buu" a fine proiezione e le incalzanti domande a Michael Winterbottom, autore del film, sul perché di tanta brutalità. "Credo che chiunque guardi questo film enfatizzandone la brutalità - si è difeso, contrattaccando, il regista britannico - non fa che supportare o promuovere la violenza sulle donne... è un modo molto perverso di vedere il film".

Tratto dall'omonimo romanzo pulp di Jim Thompson (1952), The killer inside me narra il doppio volto di uno sceriffo, che da amministratore della legge si trasforma in sadico assassino. Per il regista britannico, già vincitore proprio a Berlino di un Orso d'argento (nel 2006 per The road to Guantanamo), si tratta di un cambio di registro. Dopo le pellicole intimiste e familiari (Wonderland, Genova) e i film a sfondo politico (In this world, A mighty heart), la svolta "hardcore" non sembra convincere del tutto.

Così, all'incontro con la stampa berlinese Winterbottom si è presentato soltanto con il produttore Andrew Eaton, mentre Jessica Alba, per sicurezza, questa volta è rimasta a casa!

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