Leonardo DiCaprio: «Quando guardo Robert Pattinson»

02 febbraio 2010 
<p>Leonardo DiCaprio: «Quando guardo Robert Pattinson»</p>
PHOTO KIKA PRESS

Dovrei, da giornalista, essere arrabbiata con Leonardo DiCaprio. Per la stampa, è un osso duro […]. Ma non riesco ad avercela con lui. Mi piace come è sopravvissuto al successo di Titanic […]. Mi piace la sua amicizia con Martin Scorsese. Mi piace che non abusi della sua notorietà e del suo denaro se non per produrre noiosissimi documentari sull'ambiente e costruire eco-resort.

[…] Se il diritto alla riservatezza è una prova di potere a Hollywood, Leonardo è in cima alla piramide. È protagonista di uno dei film più attesi dell'anno […]: Shutter Island, tratto da un thriller di Dennis Lehane (l'autore di Mystic River) e diretto da Martin Scorsese. Finalmente uscirà a marzo e, prima, verrà presentato al Festival di Berlino. Nel frattempo DiCaprio ha finito di girare Inception di Christopher Nolan. […]

Lavora parecchio.
«Davvero lo pensa? A me sembra di no. C'è gente che fa molti più film di me».

[…] E che cosa fa quando è fermo?
«Promozione del film in altre parti del mondo. I miei impegni ecologici. Ma anche gli amici, i viaggi non di lavoro. E la casa di produzione».

[…] Produrre significa anche diffondere le sue idee ecologiche[…]
«La cosa più importante, in questo momento, è che si veda l'ecologia come una grande opportunità economica[…]»

Nella vita di tutti i giorni, lei riesce a essere coerente con i suoi principi?
«Ci provo. A casa mia ci sono i pannelli solari e si ricicla tutto il riciclabile. […] Però sono anche convinto che questo non basti. […] Bisogna che, a livello internazionale, i governi facciano accordi e prendano misure congiunte […]».

Mentre lei è qui, a 35 anni, nel fulgore della sua carriera, un certo Robert Pattinson…
«[…] Non conosco Pattinson ma vedo nei suoi occhi lo stesso sguardo che avevo io ai tempi di Titanic».

E che sguardo è?
«Uno sguardo che dice: "Wow, è pazzesco, ma […] prima o poi l'isteria e il rullo di tamburi passeranno"».

Nel periodo in cui i tamburi rullavano per DiCaprio, lei però si è divertito: locali, feste, ragazze.
«Titanic ha fatto emergere una sorta di altra persona, bizzarra. Ma […] poi ho cercato di farla dissolvere: avrebbe potuto prendere il potere […] e rovinarmi».

[…] Che idea aveva lei dell'amore, da ragazzo?
«Come tutti i maschi, a me dell'amore non importava un bel niente […].»

Ma quanto ambizioso è, lei?
«Moltissimo. […] È per questo che non mollo. Penso sempre che un giorno non mi chiameranno più così spesso».

[…]  potrebbe non smettere mai di fare cinema. Diventare un quasi ottantenne come Clint Eastwood, ancora in pista.
«[…] Voglio fare qualcosa di importante e di bello, che resti. Non so se la gente se ne accorga, ma quando recito io mi butto fino all'ultima goccia di energia».

Nel caso di Shutter Island?
«Il film è ambientato dentro un ospedale psichiatrico per criminali e malati mentali gravissimi […]. Ho studiato tantissimo quel mondo[…]».

Lei è sempre sincero?
«Nel lavoro, sempre. […]».

Ripeto la domanda: è sempre sincero?
«No, non sempre. Come tutti».

Leggete l'intervista completa su Vanity Fair 05/2010

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).