BAFTA: Kathryn Bigelow pigliatutto

21 febbraio 2010 
PHOTO GETTY IMAGES

La guerra in Iraq e quella fra ex
Si è appena conclusa la cerimonia dei BAFTA, ovvero gli Orange British Academy Film Awards, vale a dire gli Oscar britannici. E no, non è stato un trionfo di Avatar. Sarà perché si tenevano alla Royal Opera House, il prestigioso teatro di Covent Garden che mal si adatta all'ipermodernismo del 3D. Fatto sta che a vincere 6 premi su 8 nomination, incluso Miglior Film, è stata Kathryn Bigelow con il suo Hurt Locker (che negli ultimi mesi è già stato incensato ai WGA awards, ...). Nell'ipotetica battaglia tra ex coniugi (James Cameron contro la Bigelow), ha dunque trionfato la bellissima, e coraggiosa, regista di Point break e Strange Days, che con il suo film sulla guerra in Iraq porta a casa, oltre al premio principale, quelli per la regia, il montaggio, la sceneggiatura originale, la fotografia e il suono. Ovvero, dal punto di vista registico: tutto. Ad Avatar, per una volta, solo qualche briciola (se così si può dire!), come il premio per gli effetti speciali e quello il production design.

Prime donne...
Ma a contare ai BAFTA sono anche i volti, soprattutto quelli nuovi. E sono tre sono le "emergenti di lusso" di questa edizione del premio britannico: Carey Mulligan, premiata come migliore attrice protagonista per An education, Mo'nique, attrice non protagonista in Precious, vincitrice di un Golden Globe per la stessa categoria e super-favorita agli Oscar, e Kristen Stewart, vincitrice dell'Orange Rising Star Award, il solo premio deciso dal pubblico, che era già stato annunciato in precedenza.
La Mulligan si è schernita dicendo di non aspettarsi affatto di vincere e, di conseguenza, di non aver preparato alcun discorso. Mo'nique ha disertato la serata, suscitando qualche sopracciglio alzato nei più patriottici. Riguardo Kristen Stewart, che appariva un po' sperduta, inutile dire che tutto il merito di quest'ultimo riconoscimento ricade su Twilight, e soprattutto sui milioni di fan di Bella..

...E golden boys
Nella vita non è un Single man (è sposato con Livia Giuggioli, documentarista e produttrice), ma sullo schermo Colin Firth, diretto da Tom Ford, lo ha impersonato così bene da convincere anche la giuria dei Bafta a incoronarlo miglior attore protagonista. Il non protagonista, invece, neanche a dirlo, è stato il bravissimo interprete di Bastardi senza gloria Christoph Waltz. Per nulla montatosi la testa dalla moltitudine di premi e nomination accumulati negli ultimi tempi, l'attore austriaco ha chiosato: "Supporting actor? Supported actor, piuttosto: senza Tarantino, non ci sarebbe stato nessun Inglorious bastards". Bravo!

Cool Britannia
Non dimentichiamoci che siamo nel Regno Unito, terra notoriamente patriottica. Ecco quindi i vincitori nella categoria Outstanding british movie e Best British newcomer: il primo premio è andato a Fish Tank, successo di critica per i suoi toni ruvidi e schietti e l'ambientazione popolare, il secondo a Duncan Jones, aka il figlio di David Bowie, che si è fatto notare per il suo film d'esordio, il fantascientifico Moon.

Toni regali
Last but not least, poco prima che la cerimonia si concludesse, un'emozionatissima Uma Thurman si è avvicinata a Vanessa Redgrave, vincitrice del Bafta Fellowship, il riconoscimento alla carriera, con un "Sublime, suprema!". L'attrice di Blow up, Mrs Dalloway e La contessa bianca è stata accolta come una regina... E così deve essersi sentita: dopo aver ringraziato per il premio, si è rivolta al principe William, anche lui in sala come ospite d'onore, mandando i suoi omaggi al padre e ricordando Lady D: "Una volta ho anche conosciuto tua madre...". Il principe, che è appena stato nominato Presidente dei BAFTA, al posto di Lord Attenborough, ha graziosamente fatto un cenno con il capo. Noblesse oblige.

E dai BAFTA è tutto. La lista delle kermesse e delle celebrazioni d'inverno è ufficialmente, quasi, finita. La strada per gli Academy si avvicina, e non resta che aspettare "the real thing": la notte degli Oscar!

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