Il Quarto tipo svelato

04 febbraio 2010 
<p><em>Il Quarto tipo</em> svelato</p>

Nella scala dei rapporti tra gli umani e gli alieni, il terzo tipo è il contatto: ce lo insegnò Spielberg nel 1977 con Incontri Ravvicinati. Il quarto tipo è il rapimento. Si intitola così un altro film, attualmente nei cinema, diretto da Olatunde Osunsamni, un giovane regista nato nello stesso anno in cui uscì Incontri Ravvicinati. Il suo secondo lavoro è una delle esperienze più spiazzanti viste al cinema nell'ultimo anno, uno spregiudicato (e discutibile) miscuglio di fantasia e realtà.

La prima immagine che si vede sullo schermo è quella dell'attrice Milla Jovovich. Ci spiega le regole del gioco: lei interpreta Abigail Tyler, la psicologa protagonista della storia, ma nel film vedremo e sentiremo anche la "vera" Abigail raccontare la sua storia in una lunga intervista fatta dal regista. Metà drammatizzazione, metà materiale d'archivio. Si alternano, a volte si sovrappongono in contemporanea, con lo schermo diviso in due o in quattro parti. Nella parte di fiction, la Jovovich indaga sulla scomparsa del marito e sugli incubi, tutti uguali, degli abitanti di una piccola città dell'Alaska chiama Nome. Nel documentario, ci sono le interviste fatte e filmate da Abigail ai suoi pazienti, vittime dei rapimenti. Sotto ipnosi rivivono i sequestri, parlano lingue che non conoscono, lievitano, urlano. Si tratta di filmati grezzi, girati con una piccola videocamera amatoriale: sono le parti più terrificanti del film. Senza rivelare nulla del finale, si esce dal cinema con molta inquietudine e un dubbio: cosa era vero? Cosa non lo era?

Su Internet si trovano degli articoli di una psicologa chiamata Abigail Tyler nei siti web dell'Alaska Psychiatry of Alaska e dell'Alaska Psychiatry Journal.
Bene, quei siti sono falsi, gli articoli sono inventati. Sono stati caricati sul Web dai produttori del film. La casa di produzione ha risolto un contenzioso con l'associazione della stampa dell'Alaska per aver mostrato finti articoli di giornali locale spacciandoli per autentici. Ha pagato 20mila dollari.
Non esiste nessuna Abigail Tyler, psicologa in Alaska. Non c'è il suo nome negli albi professionali dello Stato, né ne hanno mai sentito parlare Ron Adler, direttore dell'Alaska Psychiatric Institute o Denise Dillard, presidente dell'Alaska Psycological Association
In ogni caso a Nome, Alaska, succedono cose molto strane. Pur essendo una piccola città, con soltanto 3mila abitanti, negli ultimi anni ne sono spariti nel nulla 24. Come se da Roma fossero sparite nel nulla 24mila persone in un decennio.
I familiari delle persone scomparse negli ultimi anni a Nome hanno attaccato la produzione per aver trivializzato il loro dolore. Da parte loro, i produttori hanno rifiutato ogni confronto con i cittadini di Nome.
Del resto, Il Quarto tipo non è stato girato a Nome.
Infine, l'ennesima curiosità. Secondo l'ultimo censimento, il 51 per cento degli abitanti di Nome è nativo-americano. Eppure nel film non si vede mai un indiano.

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