Box Office: vacilla il colosso Avatar

08 febbraio 2010 
<p>Box Office: vacilla il colosso <em>Avatar</em></p>

Oltre trentadue milioni di dollari negli ultimi tre giorni: così Dear John, commedia romantica al suo primo weekend di programmazione, ha fatto scendere Avatar dal trono del box office Usa, in cui il kolossal di James Cameron dominava da quasi due mesi. E dire che quello appena trascorso non era un fine settimana dei più cinematografici: con buona parte degli americani incollati alla tv per il Super Bowl, le sale rischiavano di essere trascurate. Ma stando ai dati riportati dalla Sony (il cui sottogruppo Green Gems produce Dear John) il pubblico giovane, soprattutto quello femminile, si è mostrato interessatissimo (effetto pre San Valentino?) alla pellicola diretta da Lasse Hallstrom, con Channing Tatum e Amanda Seyfried. Avatar porta comunque a casa oltre 23 milioni di dollari al suo ottavo weekend di programmazione, e non è proprio male...
Al terzo posto, e con uno scarto non indifferente, gli 8,1 milioni di From Paris with love, seguiti dai 7 di Edge of darkness e dai 6,5 di The tooh fairy.

Anche in Italia il regno di Avatar ha avuto la sua prima, piccola scossa. Benché ancora saldo in testa al podio con ancora oltre 5 milioni e seicentomila euro di incasso, il film di Cameron vede sotto di sé, al secondo posto, le sorprendenti prestazioni di Paranormal activity. Sorprendenti perché trattasi di film diretto dallo sconosciuto Oren Peli e girato a basso budget. Eppure, il piccolo horror distribuito dalla Filmauro ha incassato oltre 3 milioni e seicentomila euro nel suo primo fine settimana, facendo scendere al terzo posto Baciami ancora di Gabriele Muccino, con 2.143.517 euro di incasso nell'ultimo fine settimana. Al quarto troviamo Alvin superstar 2 (1 milione quattricentomila euro) e al quinto (conottocentosessantamile euro incassati) Tra le nuvole.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).