La rivoluzione islamica sul grande schermo

09 febbraio 2010 
<p>La rivoluzione islamica sul grande schermo</p>

Domani, mercoledì 10 febbraio (dalle ore 19.30), si terrà alla Casa del Cinema a Roma un incontro (promosso da Asiaticafilmmediale e Associazione Culturale Italo Iraniana Alefba) per riflettere intorno alla rivoluzione islamica in Iran avvenuta 31 anni fa.
Si parlerà dei cambiamenti avuti nel corso del tempo nella società iraniana e delle sue attese, soprattutto considerando che il 70% della popolazione è composta da giovani al di sotto dei trent'anni; ma ci si chiederà anche se le istanze che avevano sostenuto la rivoluzione sono ancora vive.
In programma, oltre ad un dibattito, due proiezioni: Rough Cut di Firouzeh Khosrovani e The Keshtzarhaye Sepid di Mohammad Rasoulof.

Il primo è un documentario pluripremiato nei festival internazionali, presentato in anteprima internazionale da Asiaticafilmmediale, dove ha ricevuto una menzione speciale.
Rough Cut narra la trasformazione dei manichini femminili nelle vetrine dei negozi d'abbigliamento di Teheran, metafora del corpo velato e mutilato, ridefinito secondo i dettami della legge. Negli anni ottanta i manichini scomparvero dalle vetrine per ricomparire dopo la guerra Iran-Iraq, modificati in modo da minimizzare e mortificare il corpo femminile, un monito per le donne e la società.
The Keshtzarhaye Sepid è invece uno dei film più significativi dell'ultima stagione cinematografica iraniana, già proposto a Roma nell'ambito della decima edizione di Asiaticafilmmediale.

All' incontro parteciperanno: Marina Forti (giornalista), Liisa Liimatainen (giornalista), Alberto Negri (giornalista), Antonello Sacchetti (scrittore) e Bijan Zarmandili (scrittore).

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