Alessandro Preziosi: «Vi racconto chi sono le Mine Vaganti»

11 marzo 2010 
<p>Alessandro Preziosi: «Vi racconto chi sono le Mine Vaganti»</p>
PHOTO COURTESY OF O1 DISTRIBUTION

Ha la fama di essere un attore schivo e restio a parlare di sé. Alessandro Preziosi si rivela, invece, un chiacchierone dotato di un senso dell'umorismo fuori dal comune. Forse perché l'argomento è il suo lavoro, che ama più di ogni altra cosa al mondo e per il quale anni fa ha rinunciato alla promettente carriera di avvocato.

Insieme con Riccardo Scamarcio, è lui l'altro sex symbol del cinema italiano chiamato da Ferzan Ozpetek a interpretare un gay in Mine Vaganti, in uscita il 12 marzo. Siamo nel Salento: Tommaso (Scamarcio) rientra da Roma per rivelare alla famiglia la propria omosessualità, ma è preceduto dal fratello Antonio (Preziosi) e deve rimandare la confessione per non procurare un altro infarto all'anziano padre.

Preziosi ha faticato a entrare nel clima di leggerezza e convivialità che si crea su ogni set di Ozpetek e si è trovato a interpretare un personaggio con cui sente di avere poco in comune. «Ma questo - commenta conto ogni aspettativa - è uno dei motivi per cui il film è venuto così bene».

Preziosi, chi sono queste mine vaganti?
«Sono tutti quelli che, egoisticamente, destabilizzano gli altri per risolvere problemi personali».

E Antonio, il suo personaggio, che tipo è?
«Antonio è una delle mine. Un personaggio che crea scompiglio in famiglia in nome di un segreto che ha tenuto nascosto per anni e che, improvvisamente, decide di buttare fuori in nome dell'amore».

Quanto le somiglia?
«Per nascondere per anni un grande segreto come quello del mio personaggio ci vogliono le palle. Io, dal punto di vista umano, sono totalmente privo di freni inibitori. Sono un impulsivo: mai aspettato più di un secondo per dire agli altri quello che penso».

Si può combattere l'omofobia con un film?
«Credo che il cinema, soprattutto una commedia leggera come questa, debba essere disimpegnante. Mine vaganti non vuole imporre una morale a nessuno, non vuole insegnare niente se non l'importanza di fare delle scelte. Funziona un po' come la solidarietà: nessuno ti obbliga a fare nulla, sta a te capire l'importanza del dare agli altri».

Cosa direbbe a un padre che ha difficoltà ad accettare un figlio gay?
«Saresti meno preoccupato se tuo figlio facesse l'acrobata in un circo in Russia?».

Com'è lavorare con Riccardo Scamarcio?
«Mi piace il suo grande senso dell'umorismo, ma lo considero un  paraculo. La sua apparente leggerezza è un paravento: la usa per difendersi perché quando fai questo mestiere sei molto esposto».

Scamarcio a un certo punto voleva abbandonare il set a causa dei litigi con Ferzan Ozpetek. Anche lei ha avuto qualcosa da ridire?
«Non metto mai bocca sulle scelte del regista perché la responsabilità del film è sua».

Com'è stato il suo rapporto con Ozpetek?
«Ho amato la sua natura onesta. Lui è uno che non le manda a dire, è molto schietto. Il suo modo di fare ti fa credere che gli stai facendo perdere tempo: mi ci è voluto un po' per superare questa sensazione, ma dopo non ho avuto problemi».

Ozpetek ha detto di lei: "È un attore eccellente quando recita senza mettere il cervello". È d'accordo?
«Non sono entrato nello spirito del film. Sono abituato a lavorare in silenzio e, da insano professionista quale sono, preferivo rimanere in albergo piuttosto che prendere parte alle tavolate e alle uscite notturne: avevo paura di perdere la concentrazione. Il risultato è bello proprio per questo».

Ha già visto il film?
«Non ancora. Lo vedrò con la famiglia al completo: anche i miei genitori sono arrivati da Napoli per l'occasione».

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RISULTATI
renee 75 mesi fa

Anch'io credo che Ale sia un ottimo attore e che Scamarcio sia un po' troppo sopravvalutato, come Bova; penso però che il problema maggiore, sia il fatto che è proprio il cinema italiano ad essere carente di ruoli che facciano emergere talenti com'è avaro di film decenti, che comunque escono in sordina e restano sconosciuti ai più. Mi fa rabbia, perchè il cinema italiano avrebbe tutti i numeri per non sfigurare, a partire proprio dagli interpreti come Alessandro appunto, o Elio Germano (grandissimo), passando per i grandi del livello di Placido, Castellitto, Giannini tanto per citare i primi che mi son venuti a mente. Non credete anche voi che è ora scossa di far vedere il valore dei nostri attori, al posto dei soliti bellocci espressivi come carta igienica?

Vero 76 mesi fa

Alessandro è un ottimo attore. Dovrebbe esserci di più al cinema. é un attore bellissimo e bravissimo. invece scelgono tutti Scamarcio( Senza dubbio è bravo e carino, ma non altrattanto come Alessandro Preziosi. INSOMMA CINEMA ITALIANO, SVEGLIA...

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