Nicole Grimaudo: «Il mio amore impossibile in Mine Vaganti»

15 marzo 2010 
<p>Nicole Grimaudo: «Il mio amore impossibile in Mine Vaganti»</p>

Due fratelli, Alessandro Preziosi e Riccardo Scamarcio, cui l'anziano padre vuole lasciare la guida di un pastificio. Un fulmine a ciel sereno: uno di loro che dichiara la propria omosessualità e viene cacciato di casa.  È la trama di Mine vaganti, ultimo film di Ferzan Ozpetek che ha voluto a fianco a sé, per la seconda volta dopo Un giorno perfetto, la giovane attrice siciliana Nicole Grimaudo. Nella finzione Nicole è Alba, ragazza problematica, amica d'infanzia di uno dei due fratelli gay di cui si scopre innamorata, ma senza speranza.

Nicole, a un certo punto il suo personaggio dice. "Gli amori impossibili sono quelli che durano per sempre".
È d'accordo?
«Subito dopo aggiungo: "Che bella fregatura". È una fregatura meravigliosa, ma sempre una fregatura. D'altro canto, incontrare una persona che ti segna, per quanto l'amore non si concretizzi, è un miracolo e in quanto tale è sempre da benedire».

La storia racconta della difficoltà di un padre ad accettare l'omosessualità del figlio. Da siciliana, crede che ambientarla a Lecce sia stata una scelta casuale?
«I paesini del Nord sono indietro quanto e forse più di quelli del Sud. Sono le dimensioni piccole, il fatto di conoscersi tutti ad alimentare il pregiudizio. È una storia universale: quello che si vede nel film succedeva anche a Caltagirone, dove vivevo da ragazzina, ma accade anche a Roma».

Il film parla anche dell'importanza delle scelte. A lei piace decidere o lascia che siano gli altri a farlo per lei?
«Siamo tutti in balìa degli eventi, ma va bene così. Ho imparato ad impormi e a dire "no" solo di fronte a pulsioni molto forti e la cosa mi fa sentire bene. Più spesso, per paura di perdermi qualcosa, tendo a prendere tutto. Sono dell'idea che, nella vita, tutto serve».

Alba è una ragazza con un passato problematico che, per giunta, si innamora dell'amico gay. Le somiglia il personaggio?
«Quando interpreti un personaggio, difficilmente ti ci ritrovi, anche perché il nostro mestiere è una messa in scena. Però, a lungo andare, al personaggio ti ci affezioni e, come accade tra fidanzati, si finisce per assomigliare».

Sui set di Ozpetek si improvvisa tanto. E' a suo agio con questo modo di lavorare?
«Ci sono attori che preferiscono avere tutto scritto, andare sul set la mattina con le idee chiare e la parte mandata a memoria. Con Ferzan questo modo di lavorare non funziona e bisogna essere sempre aperti al cambiamento. Mi piace questo stile perché permette di adeguare la scena all'atmosfera della giornata».

È la seconda volta che lavora con Ozpetek. Com'è il vostro rapporto?
«I contrasti, tra persone intelligenti, ci sono sempre. Anzi, è quando ci si trova sempre d'accordo che c'è qualcosa che non va. Ferzan ha molta cura di me e sul set si comporta come un padre: durante le otto settimane di riprese, quando uscivo, mi dava persino l'orario di rientro in albergo. È naturale che io a volte abbia reagito con lui come una figlia arrabbiata».

E com'è stato rivedersi sullo schermo?
«Nonostante le perplessità che hai quando giri, andare al cinema, vedere il film montato, commuoverti, ascoltare le reazioni entusiastiche di persone tanto diverse tra loro, è una magia oltre che una soddisfazione. Ci si ritrova sempre a dire: "Aveva ragione il regista"».

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RISULTATI
Antonio 75 mesi fa

Ho visto il film il 14 aprile e sono rimasto incantato dalla bellezza solare di Nicocle Grimaudo, bella come l'isola nella quale è nata (la più bella del mondo) , da innamorarsene, quasi... se non fosse per l'età! ho seguito il film, insieme a mia moglie, in silenzio, purtroppo interrotto dai risolini di alcune spettatrici...la vicenda, oltre che essere attuale, è profonda perchè tocca la parte intima della personalità umana, il tema dell'omosessualità è raccontato dal regista in forma lieve, senza volgarità con accenti poetici. Nel salone della casa seduti sul pavimento si manifesta il sentimento irrealizzabile di Nicole verso Riccardo e la scena sembra vera come se non esistesse la finzione cinematografica. Ilaria Occhini è una nonna ancora bella che ripensa alle scelte di vita compresa quella di decidere quando morire. Mi è sembrata una forzatura le sembianze del personaggio affidato a Elena Sofia Ricci, altra donna affascinante, ma troppo imbruttita nelle finzione! Auguro a Nicole

Elisabetta 81 mesi fa

Toccante, ironico,malinconico e commovente....i film di F.Ozpetek per me racchiudono sempre questi elementi che poi ritroviamo nella vita comune. Nicole Grimaudo oltre ad essere bellissima, trasmette il disagio di una vita alla ricerca del vero e impossibile amore.

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