Parcheggi, fabbriche abbandonate, il retro di un palazzo di
periferia: i veri cinefili hanno cambiato location. Per capirlo
basta andare sul sito inglese di Secret Cinema: una volta
registrati, i fortunati abitanti di Londra e dintorni ricevono
periodicamente i dettagli su ora e giorno, per andare
all'appuntamento segreto con un film a sorpresa. L'anticipo è
minimo (inizialmente la mail arrivava il giorno stesso della
proiezione), il luogo di ritrovo cambia ogni volta, spesso c'è un
tema: se è richiesto l'abbigliamento anni '40, probabilmente si
vedrà un classico noir o gangster movie. Oltre alle mail, Secret
Cinema comunica con gli accoliti tramite Facebook e Myspace. Il
successo è enorme: nonostante la patina di mistero e il motto «non
dirlo a nessuno», tutte le serate sono sold out.
Dall'altra parte dell'Oceano fanno ancora più sul serio con i
Guerrilla Drive-In. Nati in California, ma già esportati con
successo in altre città americane, anche questi incontri
cinematografici usano il passaparola, ma l'unico "accessorio"
richiesto è un'automobile. Muniti di videoproiettore, gli
organizzatori trasformano il muro di un parcheggio in schermo
cinematografico. L'originale Guerrilla drive-in di Santa
Cruz, il più democratico, si limita ad annunciare sul suo sito
luoghi e film, mentre quello di West
Chester in Pennsylvania organizza prima di ogni serata una
caccia al tesoro: prima di accomodarsi in macchina o su un prato
per la visione, gli spettatori risolvere un indovinello per trovare
il MacGuffin, un ricevitore radio AM che fornisce i codici su come
scovare la nuova location. In genere tutto finisce davanti a un
film indipendente, per evitare problemi di violazione dei diritti
d'autore, o in una serata a tema con un classico Bmovie degli anni
'70-'80 (dal Rocky Horror a Porkies).
Infine c'è la variante «partecipata»: si chiama Mob-Mov, abbreviazione di Mobile
Movie, e consiste in un altro remake del drive-in, con la
differenza che in questo caso lo stesso proiettore si trova
all'interno di un'automobile e l'audio del film è disponibile
dentro tutte le altre macchine, grazie a un trasmettitore FM che
permette alle autoradio sintonizzate di seguire i dialoghi. Come
spiega sul suo sito Bryan Kennedy, l'ideatore di Mob-Mov: «Non
abbiamo creato noi l'espressione Guerrilla Drive-in, ma siamo i
soli a usarla correttamente». Anche tra i cinema underground esiste
la concorrenza.