Andare al cinema? Facciamolo strano

19 marzo 2010 
<p>Andare al cinema? Facciamolo strano</p>

Parcheggi, fabbriche abbandonate, il retro di un palazzo di periferia: i veri cinefili hanno cambiato location. Per capirlo basta andare sul sito inglese di Secret Cinema: una volta registrati, i fortunati abitanti di Londra e dintorni ricevono periodicamente i dettagli su ora e giorno, per andare all'appuntamento segreto con un film a sorpresa. L'anticipo è minimo (inizialmente la mail arrivava il giorno stesso della proiezione), il luogo di ritrovo cambia ogni volta, spesso c'è un tema: se è richiesto l'abbigliamento anni '40, probabilmente si vedrà un classico noir o gangster movie. Oltre alle mail, Secret Cinema comunica con gli accoliti tramite Facebook e Myspace. Il successo è enorme: nonostante la patina di mistero e il motto «non dirlo a nessuno», tutte le serate sono sold out.

Dall'altra parte dell'Oceano fanno ancora più sul serio con i Guerrilla Drive-In. Nati in California, ma già esportati con successo in altre città americane, anche questi incontri cinematografici usano il passaparola, ma l'unico "accessorio" richiesto è un'automobile. Muniti di videoproiettore,  gli organizzatori trasformano il muro di un parcheggio in schermo cinematografico. L'originale Guerrilla drive-in di Santa Cruz, il più democratico, si limita ad annunciare sul suo sito luoghi e film, mentre quello di West Chester in Pennsylvania organizza prima di ogni serata una caccia al tesoro: prima di accomodarsi in macchina o su un prato per la visione, gli spettatori risolvere un indovinello per trovare il MacGuffin, un ricevitore radio AM che fornisce i codici su come scovare la nuova location. In genere tutto finisce davanti a un film indipendente, per evitare problemi di violazione dei diritti d'autore, o in una serata a tema con un classico Bmovie degli anni '70-'80 (dal Rocky Horror a Porkies).

Infine c'è la variante «partecipata»: si chiama Mob-Mov, abbreviazione di Mobile Movie, e consiste in un altro remake del drive-in, con la differenza che in questo caso lo stesso proiettore si trova all'interno di un'automobile e l'audio del film è disponibile dentro tutte le altre macchine, grazie a un trasmettitore FM che permette alle autoradio sintonizzate di seguire i dialoghi. Come spiega sul suo sito Bryan Kennedy, l'ideatore di Mob-Mov: «Non abbiamo creato noi l'espressione Guerrilla Drive-in, ma siamo i soli a usarla correttamente». Anche tra i cinema underground esiste la concorrenza.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).