Glorie e guai per The Hurt Locker di Katherine Bigelow

06 marzo 2010 
<p>Glorie e guai per The Hurt Locker di Katherine Bigelow</p>

Pluripremiato. ma anche pieno di guai, The Hurt Locker di Kathryn Bigelow ha inanellato riconoscimenti: Oscar, miglior film ai Bafta e in tutti i principali premi della critica americana. Ma il film dell'ex moglie di James Cameron (candidato con Avatar) sembrava colpito da una serie di guai proprio alla vigilia della notte degli Oscar.
Tutto è cominciato con la sanzione contro Nicholas Chartier, 35 anni, uno dei produttori del film: l'Academy lo ha bandito dalla cerimonia perché ha violato i codici etici dell'associazione. Chartier ha scritto una serie di mail ai suoi conoscenti potenzialmente legati all'Academy, e quindi con diritto di voto per l'Oscar, promuovendo The Hurt Locker in nome «del cinema indipendente» e chiedendo di spargere la voce. Peccato che questo sia contro le regole dell'Academy stessa, che lo ha prontamente sospeso.
Intanto, il Los Angeles Times ha riportato la notizia di una querela ai produttori del film, tra cui anche Chartier, da parte del sergente Jeffrey Sarver. Secondo il militare, la storia del film, in nomination anche per la sceneggiatura originale, è basata sull'esperienza della sua squadra in Iraq. Semplice immedesimazione? Non proprio: nel 2004, il giornalista e sceneggiatore Mark Boal aveva seguito per un mese Sarver in Iraq per scrivere un articolo su Playboy. Qualche anno dopo, lo stesso Boal (autore del soggetto di un altro film sull'Iraq, The Valley Of Elah) ha steso la sceneggiatura di The Hurt Locker.

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