Anita Kravos: «Che sfrontata con Alain Delon»

07 maggio 2010 
<p>Anita Kravos: «Che sfrontata con Alain Delon»</p>

È l'outsider dei David di Donatello di quest'anno. In corsa per il premio come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in Alza la testa, Anita Kravos, 36 anni, deve vedersela con colleghe molto più note al grande pubblico: Ilaria Occhini, Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Alba Rohrwacher. Nell'attesa, è stata subito ingaggiata come testimonial per la nuova campagna sutunno-inverno di Gotha. «Mi fanno sentire come una principessa», racconta l'attrice sul set dello shooting. «In effetti, mi sembra un momento così fortunato da non essere vero». Eppure è tutto vero. Anche i complimenti di Jeanne Moreau che ha elogiato la sua «gentilezza nella gestualità». Ed è tutto merito di anni di studi e sacrifici: corso di perfezionamento all'Ecole des Maîtres di Mosca, l'Accademia Teatrale Russa GITIS, e in più una laurea in Lingue che, sommata all'ambiente multiculturale da cui proviene (è cresciuta a Gorizia e parla sloveno), le permette di parlare sei lingue: italiano, sloveno, russo, inglese, francese e tedesco.

È sempre stata una «secchiona»?
«Ho sempre amato studiare. Anche per la recitazione, per me è stato fondamentale seguire la scuola russa che dà un'impostazione diversa da quella degli attori italiani: per i russi, il rapporto con il testo, è qualcosa che sfiora la sacralità».

Quando ha capito di essere diventata un'attrice professionista?
«Dopo che ho girato Come l'ombra di Marina Spada: non era il mio primo film, ma in quel periodo ho capito che la recitazione avrebbe potuto diventare la mia professione».

Ha fatto una lunga gavetta?
«Sì. Ho fatto anche la gelataia. Mi spiego: dopo gli studi a Mosca, ho deciso di trasferirmi a Roma. E, per mantenermi, facevo i gelati a Campo de' Fiori. È stata un'esperienza bellissima: parlavo le lingue, stavo sempre a contatto con la gente e, da attrice, riuscivo a studiare le persone».

Quando c'è stata la svolta?
«Nel 2004 un mio collega del bar, che faceva l'assistente del regista Francesco Munzi, mi dice: "Devo scegliere gli attori per il prossimo film, segui con me i provini?". Sembra la solita storia ma è andata davvero così: vado ai provini, conosco il regista e ottengo un piccolo ruolo di una prostituta nel film Saimir».

Ha lavorato anche con Sergio Castellitto in Alza la testa di Alessandro Angelini. Com'è andata?
«Castellitto è un attore molto generoso. In ogni scena mi trasmetteva una enorme intensità. In ogni inquadratura ero lusingata di recitare accanto a lui».

E come ha reagito ai complimenti di Jeanne Moreau?
«Pensavo che il giorno più bello della mia vita fosse stato quello della laurea. E poi ho cambiato idea la sera in cui sono stata premiata al Festival Nouvel Air di Parigi. Dopo la premiazione, siamo andati da Chez Maxime. Jeanne Moreau continuava a chiedermi: "Ma non sei contenta?". Il fatto è che io ero così contenta che ero impietrita. Quella sera ho anche conosciuto Alain Delon».

Racconti, racconti.
«Io lo trattavo come un collega qualsiasi. Gli ho persino chiesto due biglietti per lo spettacolo teatrale in cui stava recitando in quel periodo a Parigi. Qualcuno mi ha anche rimproverato per la mia sfrontatezza… ma la sera dopo, Alain Delon mi ha fatto arrivare i biglietti, e nelle settimane successive mi ha persino aiutato nel lavoro, cercandomi un'agenzia di attori a Parigi. È un uomo straordinario».

Il suo fidanzato sarà stato geloso. A proposito, ci dice chi è?
«Non l'ho mai detto a nessuno ma va bene… si chiama Gianluca Cesale ed è un attore teatrale. Stiamo insieme da sei anni».

Che cosa farà se dovesse vincere il David di Donatello?
«Sono così emozionata che non ci voglio neppure pensare. Ho molta paura. Ma sono contenta, anche perché sono l'unica sconosciuta che è stata candidata. Ci sentiamo dopo i David».

(Nella foto Anita Kravos nel backstage della nuova campagna di Gotha, immagine Stefania Iemmi)

 

Guarda il video del backstage della campagna Gotha:


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