Da Piacere, sono un po' incinta con J.Lo al ritorno di L'uomo che verrà, tutti i film del week end

14 maggio 2010 
<p>Da <em>Piacere, sono un po' incinta</em> con J.Lo al ritorno di
<em>L'uomo che verr</em>à, tutti i film del week end</p>

Uscite cinematografiche un po' in «sordina» questo week end (causa festival di Cannes: guarda lo speciale), segnate dal ritorno sul grande schermo di J. Lo ( Jennifer Lopez) con la commedia Piacere, sono un po' incinta e da quello, dietro la macchina da presa, di Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino prestato per la seconda volta al cinema con l'horror Shadow.

Piacere sono un po'incinta è il (brutto) titolo italiano di The Back-Up Plan (Piano di recupero), in cui la Lopez interpreta Zoe, una donna desiderosa di diventare madre ma disillusa dall'amore, che, dopo anni passati a cercare l'uomo giusto, decide di ricorrere all'inseminazione artificiale per rimanere incinta. Ma l'amore (e i film), si sa, hanno un debole per i colpi di scena, e Zoe incontrerà il suo principe azzurro ( Alex O'Loughlin) proprio nel giorno dell'appuntamento con il medico.

Gli appassionati del genere lo hanno ampiamente promosso (in tutto il mondo), celebrando il ritorno dell'horror made in Italy: Shadow di Federico Zampaglione ha ottenuto anche la benedizione del maestro Dario Argento. E fa davvero paura.

Ha il volto del nuovo «dandy» britannico Hugh Dancy Adam, l'ingegnere elettronico appassionato di astronomia affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo che gli impedisce di comprendere le reali intenzione di chi gli sta di fronte. Un giorno incontra Beth, che scrive libri per bambini, e se ne innamora.

Dopo tre anni di rimandi e continui slittamenti, esce Manolete, drammone spagnolo di Menno Meyjes con Adrien Brody e Penélope Cruz, sulla tormentata storia d'amore tra il celebre matador Manuel Rodriguez Sànchez (alias Manolete) e l'attrice Lupe Sino. In una pellicola dal pathos simile a quello di una telenovela sudamericana (se ci ha messo così tanto tempo a uscire il motivo c'era, sì), la presenza di due attori del calibro di Brody e Cruz è un fatto inspiegabile.

C'è Roma (quella lontana dai circuiti turistici tradizionali) al centro di due piccoli film indipendenti italiani, Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio (con Kasia Smutniak, Daniele Liotti e Serra Yilmaz, per la prima volta in un film non di Ozpetek) e Non è ancora domani (La Pivellina).

Da segnalare anche la ri-uscita nelle sale di L'uomo che verrà , il bel film di Giorgio Diritti che ha vinto agli ultimi David di Donatello. Per chi non l'avesse ancora visto,  un'occasione da non perdere.

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