La regina dei castelli di carta, il nuovo (e ultimo) film tratto da Millennium

25 maggio 2010 
<p><em>La regina dei castelli di carta</em>, il nuovo (e ultimo)
film tratto da Millennium</p>

Oggettivamente, l'operazione di adattamento per il grande schermo non era facile: chi ha letto la trilogia Millennium dello scomparso autore svedese Stieg Larsson sa quanto complessa sia la struttura dell'ultimo romanzo, La regina dei castelli di carta, la cui versione cinematografica arriva nelle sale italiane il 28.

I castelli di carta a cui fa riferimento il titolo sono dati dalla moltitudine di documenti segreti, rapporti, perizie psichiatriche, atti processuali che hanno costellato l'esistenza travagliata di Lisbeth Salander, la giovane hacker misantropa (ma pur adorabile) simbolo della saga, che ha trovato nell'attrice svedese Noomi Rapace la sua più autentica rappresentazione. Lisbeth è la regina indiscussa della serie letteraria. Ma sul grande schermo deve spartire il trono con il suo alter ago. Ed è un vero peccato che Noomi abbia detto no a David Fincher, il regista di Se7en e Il curioso caso di Benjamin Button, che ha in cantiere la trasposizione hollywoodiana di Millennium.

Il terzo e ultimo episodio conclude l'epopea di Lisbeth, smascherando gli intrighi arditi da una cellula «clandestina» interna ai servizi segreti svedesi, ribattezzata la Sezione, rea di avere protetto la temibile spia sovietica Zalachenko, papà di Lisbeth, a costo di fare internare in manicomio la figlia-testimone.

Nell'arco di due ore (oltre 800 pagine nel formato cartaceo), Lisbeth passa da un letto di ospedale alla prigione, a un'aula di tribunale. Ad aiutarla nella macchinosa operazione di riscatto, in prima linea c'è il fidato reporter segugio Mikael Bloomkvist, che riuscirà a riordinare tutte le fila della vicenda, facendo emergere le trame più segrete del passato di Lisbeth (nonché di quello del governo svedese, responsabile di non aver garantito i diritti legali fondamentali della giovane). Al fianco di Mikael, la sorella avvocato Annika Giannini , la collega e amica (nel libro parecchio intima) Erika Berger (che stavolta si ritroverà a fronteggiare anche minacce di morte), l'ex datore di lavoro di Lisbeth Dragan Armanskij, l'hacker Plague, nonché il medico dell'ospedale. Tutta una serie di personaggi entrati nella sfera di Lisbeth e a loro modo affezionati a una ragazza dal carattere così particolare e dal vissuto tanto tormentato. E di cui sentiremo tutti la mancanza.

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