«La mia paura, le sue risate»: Asia Argento ricorda Dennis Hopper

04 giugno 2010 
<p>«La mia paura, le sue risate»: Asia Argento ricorda Dennis
Hopper</p>
PHOTO STEFANO DE LUIGI GIOVANNI DEL BRENNA -

Girammo insieme The Keeper, a inizio 2003. La sceneggiatura non era niente di che, ma per accettare la parte mi bastò sapere che il coprotagonista era lui: i suoi film, soprattutto quelli da regista, ingiustamente dimenticati a parte Easy Rider - penso a The Last Movie, penso a Out Of the Blue -, sono stati la mia ispirazione. Siccome eravamo praticamente i soli personaggi della storia - una ballerina e il poliziotto pazzo che la rapisce -, volle prima conoscermi: mi ricevette nella sua casa di Venice, tra i capolavori degli artisti che erano stati suoi amici, da Lichtenstein a Basquiat. Fu l'inizio di una bella amicizia. Non dimenticherò mai le tre settimane che passammo insieme, sul set, in Canada.

Lo ricordo, soprattutto, come un uomo divertente, irresistibile quando raccontava gli episodi più assurdi della sua vita avventurosa. Una notte, in albergo, suonò l'allarme antincendio. Ero al sedicesimo piano, terrorizzata, corsi giù per le scale. All'uscita, cercai Dennis tra la folla: non c'era, stavo in pena per lui. Dopo poco, però, ci dissero che era stato un falso allarme, e tornammo a letto. La mattina dopo, al trucco, raccontai della mia paura. Dennis scoppiò a ridere e rise e rise, e alla fine confessò che era stato lui, fumando una canna, a far scattare l'allarme.

Ci siamo rivisti qualche mese fa, a Roma, alla cena di Vanity Fair. È stato, come sempre, affettuoso. Era pieno di idee, mi raccontò che voleva tornare a dirigere. Uscii a fumare una sigaretta con Verdone, quando rientrai mi dissero che era tornato in albergo e aveva lasciato detto che si scusava con me, ma era stanco. Mi spiace non averlo potuto salutare. Spero che il suo viaggio dall'altra parte sia stato un easy ride.

GUARDA LE GALLERY: DENNIS HOPPER A CENA CON VANITY FAIR

E GLI SCATTI DI DENNIS HOPPER

 

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