Tilda Swinton, una fondazione per diffondere il buon cinema tra i bambini

01 luglio 2010 
<p>Tilda Swinton, una fondazione per diffondere il buon cinema tra
i bambini</p>
PHOTO - KIKAPRESS - KIKA PRESS

Abbandona l'eleganza rarefatta e indossa un kilt per ballare come Stanlio e Ollio. Stupisce Tilda Swinton al Festival del Cinema di Edimburgo. L'attrice danza con una coreografia presa in prestito dalla coppia di comici più famosi al mondo. Un modo, per la Swinton, di calamitare attenzioni sulla sua fondazione dedicata ai bambini e al cinema, progetto elaborato con Mark Cousins e sostenuto dal denaro pubblico dello Scottish Arts Council. « La fondazione si chiama 8 e ½ per rendere omaggio a Federico Fellini. E vuole diffondere tra i bambini i film per ragazzi più belli al mondo», spiega la protagonista del film Io sono l'amore. «Vorrei che i ragazzi arrivassero a vedere questi film proprio il giorno in cui compiono otto anni e mezzo. All'inizio, attraverso il nostro sito http://eightandahalf.org/, tutti i bambini si potranno iscrivere per ricevere gratuitamente un film a nostra scelta tra capolavori mondiali, primo tra tutti Le vacanze di Monsieur Hulot di Jacques Tati. Da questo partirà una vera campagna di sensibilizzazione per fare in modo che il cinema di qualità non abbia confini, a cominciare dai più piccoli».

Deve essere un periodo i cui l'infanzia sta particolarmente a cuore all'attrice premio Oscar per Michael Clayton, visto che solo una settimana prima della presentazione ufficiale Tilda è tornata dal Connecticut dove ha finito di girare la versione cinematografica di uno dei romanzi più controversi degli ultimi anni, We need to talk about Kevin, la storia di un ragazzo che commette una strage nella sua scuola.

«Questi miei due impegni sono assolutamente separati, ma è vero che il cinema può aiutare a far riflettere. Il cinema è stato generoso con me in molti sensi, fin dalla mia infanzia, quando andavo a vedere con mia madre Pomi d'ottone e manici di scopa. Adesso credo di essere pronta a permettere a tutti i bambini che vivono quell'età magica tra gli 8 e i 9 anni di potere avvicinarsi ai più grandi capolavori del cinema. Ci tengo moltissimo e spero di poter trasferire questa esperienza in altri Paesi al più presto. Mi piacerebbe anche in Italia».

 

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