Siciliana di Palermo, Isabella Ragonese nasce il 19 marzo del
1981. Da ragazza, frequenta la Scuola Teatès diretta dallo
scrittore e regista Michele Perriera dove a 19 anni si diploma.
Recita, scrive e interpreta opere come Che male vi fo e
Bestino. Inizia presto con i premi. Nel 1998, con un
saggio breve sulla figura di Ecuba nella tragedia euripidea, vince
il concorso nazionale INDA (Istituto Nazionale Dramma Antico).
Dieci anni dopo, a Parma, le danno il trofeo «Maurizio Schiaretti»,
un riconoscimento dedicato agli attori emergenti del cinema
italiano. L'esordio è in Nuovomondo di Emanuele Crialese.
Segue il film indipendente Detesto l'elettronica stop di
Cosimo Messeri. Ma il successo vero arriva col ruolo di Marta in
Tutta la vita davanti di Paolo Virzì: protagonista,
precaria e neolaureata in Filosofia teoretica. Le vale anche la
candidatura al Nastro d'Argento alla migliore attrice protagonista.
Da lì, è tutto un crescendo: otto film in due anni. Dopo il
Festival Teatro e colline di Calamandrana Alta, dove porta in scena
Mamùr, un'opera da lei scritta, e messa in scena con
Giuseppe Sangiorgi, è innamorata persa di Valeria Solarino in
Viola di Mare di Donatella Maiorca. Nel 2009, è in Due
vite per caso di Alessandro Aronadio, Oggi sposi di
Luca Lucini e Dieci inverni, opera prima di Valerio Mieli.
È il 2010, ed è Elena, moglie di Elio Germano nel film La
nostra vita di Daniele Luchetti. La sua interpretazione, le
vale la partecipazione a Cannes e il Nastro d'Argento come migliore
attrice non protagonista. Recita pure per la prima volta in una
produzione televisiva, nel Commissario Montalbano di
Alberto Sironi.