E' il maggio del 2010, e in un'
intervista a Vanity Fair, prima di partire per il Festival di
Cannes, Isabella Ragonese racconta, nell'ordine, che: non si è
fidanzata con Elio Germano, nonostante sia in Tutta la vita
davanti di Paolo Virzì che in La nostra vita di
Daniele Luchetti faccia con lui sesso con passione e malizia. Che
un fidanzato, però, in verità, ce l'ha, e da due anni, da quando,
cioè, cerca di tenerne segreta l'identità: «Per non coinvolgerlo»,
dice. Che per strada ancora accade non la riconoscano, e tanto
meglio: «Almeno posso continuare a fare cavolate senza timore di
essere giudicata». Che «la bellezza non è mai stata un mio punto
forte»: in classe, ce ne erano, di più belle di lei. Anche se poi,
al lordo di tutto (simpatia, piglio, modo di fare e di vestire)
«cuccava di più». Che viene da una casa piena di libri. Coi suoi
genitori, la mamma casalinga e il papà giudice di pace, che le
prime volte che la vedevano recitare erano straniti, non la
riconoscevano. Che il cinema si può fare, anche senza avere parenti
importanti. Che si è emozionata a conoscere Pippo Baudo a
Domenica In. Che i registi la fanno sempre incinta
(Donatella Maiorca in Viola di Mare, Daniele
Luchetti in Tutta la vita davanti e che «è buffo», perché
non ha figli e non le sembra «di avere un grande istinto
materno».
> Leggi l'intervista di Paola Jacobbi a Isabella Ragonese su
Vanity Fair: la prima cosa da imparare? Distinguere il
cinema dalla realtà