Robert Downey Jr reporter nel Solista: «Giornalisti? No grazie»

22 luglio 2010 

«Questo ruolo è arrivato in un momento significativo della mia vita, ho cercato di metterci la consapevolezza dei miei errori. Ma purtroppo i miei ruoli si sono confusi spesso con la realtà: porto un po' di me in ognuno di loro e viceversa», dice Robert Downey Jr, 45 anni, a proposito del suo nuovo personaggio nel Solista (al cinema dal 23 luglio), film diretto da Joe Wright, in cui interpreta l'editorialista del Los Angeles Times Steve Lopez. La pellicola racconta dell'amicizia, vera, tra il giornalista e Nathaniel Ayers (Jamie Foxx), senzatetto schizofrenico ma con un incredibile talento per il violino, storia che è stata trascritta in una serie di articoli che nel 2008 sono confluiti in un libro.

Lei, che di solito scava a fondo nei suoi personaggi, come si è comportato in questo caso, dato che interpreta una persona reale?

«Ho voluto incontrare Lopez. Ci siamo seduti e abbiamo fumato un sigaro. Mi ha detto: "Non sentirti obbligato a essere me, perché sul grande schermo sarei piuttosto noioso! Pensa a me come a un personaggio, e fallo tuo". Era quello che speravo mi dicesse! L'incontro con Steve mi ha anche aperto gli occhi su aspetti della realtà di Los Angeles che spesso non vediamo. Ho visto la gente che vive per strada, ho visto come vivono».

Nel film è un giornalista. Le sarebbe piaciuto, come lavoro alternativo, fare il reporter?

«Sono un attore, e, in generale, non amo i giornalisti. Comunque respirare l'aria della redazione centrale del Los Angeles Times è stato interessante: ho visto reporter come Lopez al lavoro per dare un servizio fondamentale alla società. È questo il giornalismo che apprezzo».

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