Intervista a Clemente Russo, protagonista di Tatanka

03 agosto 2010 
<p>Intervista a Clemente Russo, protagonista di
<em>Tatanka</em></p>
PHOTO MARCO ROSSI - COURTESY OF VANITY FAIR

La sua storia di ragazzo sfuggito alla camorra grazie alla boxe ha conquistato Saviano, che si è infilato i guantoni («Ma è una chiavica») e ha scritto un racconto. Oggi quel racconto è diventato un film, Tatanka, e il campione del mondo è diventato un attore. Che sul set, però, non fa per finta  

Una chiavica. No, aspetti, adesso gliela dico in un modo più gentile: io in palestra non l'ho mai incontrato, e certo uno che si allena alla Excelsior di Marcianise un po' ci deve saper fare. Ma insomma, secondo me, con quel fisico lì non è che sarà stato proprio un campione». Clemente Russo, 28 anni, campione (lui sì) del mondo dilettanti nella categoria pesi massimi, argento all'Olimpiade di Pechino, un cappellino dorato in testa, risponde con sincera esuberanza prima, e imbarazzo dopo, alla domanda: come se la cava sul ring Roberto Saviano? Qualche anno fa l'autore di Gomorra ha scritto un articolo, poi diventato racconto e inserito nella raccolta La bellezza e l'inferno, sul mondo della boxe campana. Il racconto si intitola Tatanka Skatenato, dal soprannome di Clemente, ereditato dai bisonti indiani di Balla coi lupi. E ora Tatanka sta per diventare un film, che Giuseppe Gagliardi gira in queste settimane a Marcianise, a due passi da Caserta, e di cui è protagonista Russo.

Il film, che uscirà nel 2011, in realtà prende solo ispirazione dal racconto, per costruire una storia che non è quella del campione mondiale. Saviano invece del campione aveva voluto sapere tutto, e per questo si era fatto raccontare «la mia infanzia, quando a Marcianise c'era il coprifuoco per via dei troppi morti ammazzati, quando da ragazzo ho visto morire amici diventati delinquenti, quella volta che mi sono trovato in mezzo a una sparatoria e scappando dalla finestra sono finito sopra un cadavere...». Quando, insomma, la boxe ha salvato un ragazzino dalla camorra. Finché, frequentando e interrogando Clemente, Saviano aveva finito per mettersi pure lui i guantoni. «Aveva cominciato a venire ad allenarsi», ricorda Russo, «e aveva sempre dietro la scorta. Le mamme dei ragazzini che venivano in palestra si sono ribellate, avevano paura che succedesse qualcosa, e lui allora si è tirato indietro per evitare che avessero problemi».
Un passo indietro in palestra, un passo indietro al cinema: Saviano con la sceneggiatura di Tatanka non ha avuto a che fare. Perché il film, come dicevamo, parte dal racconto per mettere in scena un'altra storia: non quella di Clemente Russo ma quella di una coppia di ragazzini che sono amici, e che crescendo prenderanno strade diverse. Uno - interpretato da Carmine Recano, il fidanzato di Scamarcio in Mine vaganti - diventerà camorrista. L'altro, Russo naturalmente, sarà un campione della boxe.

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