Luisa Ranieri: «Non chiamatemi la fidanzata di Zingaretti»

14 agosto 2010 
<p>Luisa Ranieri: «Non chiamatemi la fidanzata di Zingaretti»</p>
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Luisa Ranieri, 36 anni, recita nel film Amore buio di Antonio Capuano, dove l'attrice è la madre di una ragazza che viene stuprata da un giovane delinquentello. La pellicola sarà presentata a Venezia nella sezione Giornate degli autori diretta da Giorgio Gosetti.

A Venezia, in concorso, ci sarà Noi credevamo di Mario Martone, dove il suo compagno Luca Zingaretti interpreta Francesco Crispi, lo statista di fine Ottocento. Arriverete insieme al festival?
«No, i film saranno proiettati in giorni diversi e preferiamo evitare di accavallare le nostre immagini. Io non voglio che il personaggio pubblico diventi più importante dell'attrice. In effetti, Luca a volte dice che sono un'integralista islamica. Ma il fatto è che in Italia finisci sempre per essere l'amante di, la moglie di...».

Non le capiterà più, vista la quantità di lavoro che ha.
«No, ma per me è stato un problema. Tanto che fino a un anno fa non chiedevo consiglio a Luca per il lavoro, avevo il terrore di fare la sua fidanzata».

Adesso, invece?
«Beh, io non sono una che da consigli. Forse perché non sono in grado di tollerare il conflitto, di affrontare un altro punto di vista sulle mie scelte. Però gli chiedo di essere sincero nel giudicarmi, così che possa migliorarmi».

E, sinceramente, lui che cosa le dice?
«Per molto tempo mi ha detto che non dovevo fare scene d'amore».

La gelosia...
«No, è che sono troppo rigida, si vede il mio imbarazzo. Baciare un altro, un attore, è troppo strano: il bacio è la cosa più intima fra un uomo e una donna».

Certo che se pensiamo che lei è diventata popolare con lo spot Anto', fa caldo, sexissima e a letto con il suo uomo...
«Ma a letto ero vestita».

A parte l'aspetto professionale, com'è Zingaretti nel privato?
«Noi viviamo il lavoro come operai che vanno in fabbrica: a casa, ci occupiamo d'altro. La grande dote di Luca è la capacità di ascoltare, la curiosità per gli altri. Conversa con tutti. Non parla di sé, fa mille domande».

Quest'anno lei è stata molto impegnata, ha anche girato fra le Filippine e Parigi un film francese. Come avete fatto?
«È stata dura, ma ci scambiamo molte visite sui set. Non so se riuscirei ad avere un normale rapporto quotidiano, ormai sono così abituata alla bellezza del ritrovarsi».

L'intervista completa sul numero 33 di Vanity Fair, in edicola il 18 agosto.

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