A Hollywood il vampiro ti fa ricco

26 agosto 2010 

SFOGLIA LA GALLERY: VAMPIRI AL CINEMA

E pensare che Bela Lugosi, il più famoso conte Dracula della storia del cinema (1931) morì praticamente in miseria. Oggi, invece, il ruolo del Vampiro è tra i più redditizi, a Hollywood e in Tv: il mercato del settore è un flusso (sanguigno) continuo da 7 miliardi di dollari di fatturato. Venti milioni di dollari è l'incasso al box office dell'ultimo successo, la parodia di Twilight Vampires Suck, mentre i fan fedelissimi della serie True Blood, sono 5 milioni. E anche nei libri il denaro scorre a fiotti: i titoli ormai classici degli autori «succhiasangue» come Justin Cronin (Il passaggio), Stephenie Meyer (Breaking Dawn) e Charlaine Harris (Morto e spacciato) sono sempre in cima alle classifiche, e secondo Hollywood Reporter hanno compiuto il miracolo: risollevare l'intera economia di un settore, quello dei libri per teenager,  dato praticamente per morto. Il segreto? «Storie che contengono tutto: amore, terrore, effetti speciali, sesso», dice Julie Plec, scrittrice e produttrice della serie The Vampire Diaries.
Numeri alla mano, i film vampireschi hanno fruttato a oggi 3 miliardi di dollari (1,76 miliardi solo i tre Twilight, a cui bisogna aggiungere altri 160 milioni arrivati dalle verisoni home video); 1.6 miliardi libri e romanzi: 600 milioni il merchandising, vieo games inclusi;1.2 miliardi gli show televisivi e i dvd. E la mania non accenna a fermarsi: le vendite di libri che hanno come protagonisti dei vampiri sono in crescita, seguite da adeguate versioni cinematografiche: per la fine del 2011 già si parla di un Breaking Dawn per il grande schermo. Incasso previsto: 1.7miliardi di dollari nel mondo.

SFOGLIA LA GALLERY: VAMPIRI AL CINEMA

GUARDA LO SPECIALE TWILIGHT ECLIPSE

SFOGLIA LA GALLERY VAMPIRE EFFECT: FILM, LIBRI, OGGETTI ISPIRATI AL TEMA DEI VAMPIRI

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).