I film di apertura della sessantasettesima Mostra del Cinema di
Venezia, Black
Swan e Machete hanno
una cosa in comune: una gestazione abbastanza lunga.
Natalie Portman ha incontrato il personaggio del
cigno nero per la prima volta otto anni fa, per Jessica
Alba il progetto Machete risale ai tempi del suo
precedente film con Robert Rodriguez, Sin
City.
«Ho letto allora la sceneggiatura e ho pensato fosse coraggiosa
perché da un certo punto di vista affronta anche un problema
importante socialmente come la generalizzazione dei
latinos, la paura nei loro confronti, la
loro riduzione a degli stereotipi che potrebbe generare odio se non
ci fosse il filtro dell'umorismo, un umorismo che Robert usa per
parlare di cose serie».
Machete è stato per Jessica Alba anche un'occasione per
rispolverare la sua personale cultura latina. A partire dalla
lingua spagnola.
«Sono cresciuta negli Stati Uniti parlando quasi solo inglese.
Ho cercato di imparare lo spagnolo da sempre ma con scarsi
risultati. Non so perché, in casa non si parlava spagnolo: era
piuttosto abituale per noi ragazzi messicani cresciuti negli Stati
Uniti esprimerci in americano.
Mi auguro invece che mia figlia diventi poliglotta: è molto
importante per essere cittadina del mondo.
Peccato che io non possa aiutarla! Qualcuno si candida a insegnante
privato di spagnolo?»
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