Jackie Chan: «Il mio Kung Fu a suon di frustate»

04 settembre 2010 

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Jackie Chan mi ricorda Cato, il fido servo-trainer dell'Ispettore Clouseau. Glielo dico e lui ride. A differenza di Cato, però, Chan di solito sui set si fa male sul serio anche se il suo ruolo come Mr. Han in The Karate Kid: la leggenda continua (remake del film del 1984) gli ha dato «la possibilità di dimostrare che oltre a combattere so recitare». «Anche se», aggiunge, «credevo di dover fare a botte pure questa volta».
In che senso?
«Ho pensato: mi faranno fare il ragazzino diventato uomo, l'unico che combatte. Ma quando Will (Smith, produttore e padre del protagonista Jaden, ndr) mi ha detto che mi voleva per la parte dell'insegnante ho accettato lo stesso».
Ricorda il suo insegnante di kung fu?
«Non posso dimenticarlo, Yu Zhan Yuen della Chinese Opera. Ho iniziato a 7 anni
e sono stato suo allievo per dieci».
Era severo?
«Quei giorni erano infiniti. Ci allenavamo dall'alba a mezzanotte, e chi non si impegnava veniva frustato e privato del cibo».

da Vanity Fair n. 35 in edicola

 

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