Hollywood, addio. «Intendo fare più film in Cina. In un certo
senso rifare il percorso al contrario, fino ad ora ho arricchito la
cultura orientale di quella americana, ora vorrei arricchire la
cultura occidentale di quella orientale. Con l'intento di
conoscerci meglio per amarci di più».
Premiato con un Leone d'oro alla carriera, John
Woo, 64 anni, maestro dell'action movie e in particolare
autore di Face/Off e Mission
Impossible II, si sente onorato ma non arrivato.
Che cosa manca ancora alla sua esperienza? Qual è la
prossima sfida di John Woo il regista e di John Woo
l'uomo?
«Un premio come quello alla carriera è più un un punto d'inizio
che un punto di arrivo. E' un riconoscimento da parte di chi il
cinema lo fa, lo ama, e quindi si traduce in uno sprono a fare di
più e meglio. In questo rientra la voglia di fare più cinema in
cinese, che parli della mia cultura, che ci faccia conoscere agli
altri per quello che siamo».
In che senso?
«Va bene l'azione ma la Cina non è solo kung-fu: abbiamo una
cultura enorme che va dalla musica alla Letteratura, alla
Storia...».
Quindi, dobbiamo aspettarci un John Woo molto diverso da quello
dei film d'azione?
«Sì. Un John Woo che può anche mettere in scena una love
story».
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