La spiaggia della Passione, un revival anni '80

05 settembre 2010 
<p>La spiaggia della <em>Passione</em>, un revival anni '80</p>

La festa dopo il red carpet e la prima in Sala Grande di La passione di Carlo Mazzacurati è al Pachuca, un locale sulla spiaggia in fondo al Lido, dove piano piano, da mezzanotte in poi, arriva il gotha del cinema italiano.

Valerio Mastandrea, presidente di giuria di Controcampo, in jeans, si riempie il piatto tra una sigaretta e l'altra: due panini accompagnano una montagna di cous cous, sotto ombrelloni di paglia e chioschi a due passi da amache e pattini.

L'atmosfera è Anni '80, il dj. Sullo sfondo: «Mentre la tv cantava, mentre la tv diceva, bevila perché è tropicana je». Un Pietro Sermonti un po' appesantito, e «barbone» («perché la barba fa impegnato») si aggira tra le luci psichedeliche. Racconta che è venuto a Venezia soprattutto per vedere Black Swan, di Darren Aronofsky, «bellissimo». Ma anche per altro: «fare il giurato ombra di Valerio, e nuotare: lo faccio ogni mattina, mi sono portato perfino le pinne».

Lui ha appena finito di girare il Boris, il fim tratto dalla serie tv, e questa è la sua vacanza vera: «E durerà. Mi prendo un anno sabbatico, in cui fare tutto quello che non ho fatto finora, tranne andare con gli uomini e votare Pdl».

Cristiana Capotondi è palesemente molto stanca, la sua è solo una comparsata, va via dopo pochi minuti. Giuseppe Battiston, alla Mostra con due film, fuma il sigaro in relax: «Sono un bulimico, più faccio film più ne voglio».

Alessandro Preziosi balla. I più agée (Carlo Mazzacurati, Silvio Orlando e Marco Messeri) non si mischiano, restano seduti per gran parte della serata su un muretto a metà tra l'ingresso e il buffet. A parlare d'estate. Di cinema. E di passioni.

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