Quando può, tra un'intervista e l'altra allo Spazio Lancia,
Willem Dafoe posa la mano sulla schiena di Giada Colagrande, sua
moglie (e sua regista) dal 2005. Sono qui a Venezia (anche) per
A woman, thriller psicologico fuori concorso, che girato
tra Salento e New York attinge a piene mani da Rebecca di
Alfred Hitchcock per «un'indagine intima sull'amore e i suoi
effetti, sulla paura, sulla follia, sulla morte», dice lei, lei che
ha pensato e diretto il marito (per la seconda volta, dopo
Before it Had a Name) come Max Oliver, scrittore americano
tormentato dalla perdita della compagna che per amore fa trasferire
in Italia (e deragliare) una giovane ragazza, Julie, tutta ombre e
ossessione.
Giada racconta ai giornalisti di sentirsi «come Orson Welles
quando dirigeva Rita Hayworth». Willem che si diverte a essere «il
suo soggetto, in ogni senso». E che ama questa Italia che gli ha
dato sposa, vacanze, lavoro. Senza alcun nonostante.