«Prima di iniziare le riprese, ho riguardato i film che mi sono
rimasti nel cuore e uno di questi, accanto ai classici alla James
Cagney, era Gomorra», spiega in conferenza stampa alla
Mostra del cinema di Venezia Ben Affleck, autore e
attore di The Town, thriller ambientato in una Boston
dark, capitale delle rapine in banca.
«Pur non conoscendo l'Italia immortalata dal regista
Matteo Garrone nel suo film, la sentivo, mi ci
sentivo dentro, la percepivo nella sua verità ed è proprio questa
la sensazione che ho cercato di ricreare nel raccontare la città
che di questa storia non è sfondo ma personaggio principale».
A proposito di personaggi, per la scelta di una storia di
rapinatori e poliziotti raccontata dal punto di vista dei primi,
Affleck incappa più o meno nelle stesse obiezioni mosse i giorni
scorsi a Michele Placido per aver diretto un film
sul bandito Vallanzasca. Come il regista italiano anche il
divo USA non teme certe critiche e rivendica il suo diritto alla
libertà di espressione creativa: «Non ho banalizzato, cartoonizzato
o semplificato i miei personaggi, non ho glorificato il
delinquente, sono stato conscio di lavorare a un film per adulti
con delle scene anche violente e sono stato preciso nel raccontare
questo mondo.
Confido nell'intelligenza del pubblico, nella sua capacità di
saper discernere tra Bene e Male.
Per me è necessario raccontare anche personaggi come questi per
capire l'Uomo in ogni sua sfaccettatura».