Venezia: Italia a secco, vince Sofia Coppola

11 settembre 2010 
<p>Venezia: Italia a secco, vince Sofia Coppola</p>
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Da quando era rientrata al Lido la voce era sempre più insistente. Quando si è presentata sul red carpet è sembrata la conferma. E così è stato: Sofia Coppola ha vinto il Leone d'oro a Venezia con il suo Somewhere. Delusione per il cinema italiano, che resta a secco, nonostante i quattro film in concorso.

«Il cinema ci cambia», aveva inaugurato così la cerimonia finale di Venezia 67 la madrina Isabella Ragonese. Chiedendo a tutti: «Chi di voi dopo aver visto Psycho non ha mai provato un brivido in una doccia con la tendina? Anche i film di questa Mostra ci hanno cambiato, senza saperlo».

Entra in scena poi il presidente della Giuria Quentin Tarantino (indossando occhiali da sole): «E' stata un'esperienza meravigliosa, ringrazio soprattutto la Giuria con cui ho passato momenti straordinari e mi sono divertito a discutere. Le nostre scelte, c'entrano solo con il cinema, non con la politica e con tutte le altre cose».

E si parte con i premi. La Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile va a Vincent Gallo, uno dei «fantasmi di questa edizione» (non si è mai visto in conferenze stampa o feste, ma si dice che giri per Venezia in incognito). Ritira il premio per lui, Jerzy Skolimowski, regista del film di cui è protagonista, Essential Killing. Che scherza: «Sono sicuro Vincent che sei nascosto da qualche parte, dove sei? Fai il ragazzo coraggioso, esci fuori». Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile alla greca Ariane Labed per il film Attenberg di Athina Rachel Tsangari.

Il premio Osella per la migliore forografia va a Mikhail Krichman per il film Silent Souls di Aleksei Fedorchenko. L'Osella per la migliore sceneggiatura ad Alex de la Iglesia per Balada triste de trompeta. Che vince anche il Leone d'Argento per la miglior regia. «E' il momento più bello della mia vita», dice dal palco il regista, scherzando si inginocchia davanti a Tarantino e urla: «Thank you!».

Il Premio speciale della Giuria vede tornare sul palco il polacco Jerzy Skolimowski, regista del film premiato  Essential Killing. Leone speciale per l'insieme dell'opera a Monte Hellman, vecchio amico di Quentin, in concorso con Road to Nowhere. Leone del Futuro - Premio opera prima Luigi De Laurentis al turco Seren Yuce per Cogunluk (Majority)Dante Ferretti (premiato al Lido con un riconoscimento e un documentario) gli ha consegnato un assegno da 100 mila dollari offerto da Filmauro. Premio Mastroianni per gli attori emergenti a Mila Kunis (assente, ha mandato un messaggio video) per Black Swan di Darren Aronowsky. Nessun italiano neanche negli altri premi collaterali assegnati.  

Poi la scena è tutta per Sofia Coppola. Tarantino le consegna il Leone d'oro, apparentemente senza imbarazzo visto che Sofia è una sua ex (la storia risale al 2004: saranno queste «le altre cose» che - aveva detto - non avevano influenzato la decisione della Giuria?). «E' stata una decisione unanime, questo film ci ha incantato fin dalla prima scena», dice il presidente.

«Sono orgogliosa, non ci credo, è un grande onore», ha replicato, appesa a un sottile filo di commozione, la «fredda» Sofia, «ringrazio Marco Muller che mi ha invitato, tutti gli attori, la Giuria e soprattutto i miei genitori, in particolare mio padre (il grande Francis Ford Coppola, ndr), che mi ha insegnato a fare cinema». Appena scesa dal palco, le va incontro il marito, il cantante dei Phoenix, Thomas Mars, che le dà un bacio veloce a uso della platea.

Conflitto d'interesse per Tarantino-Coppola? «Non è stato difficile dare a lei il Leone», ha detto poi Quentin. «Mi ricordo che proprio Monte Hellman mi disse nel 1992 al Sundance, dove presentavo Le Iene, che un amico in giuria è la cosa peggiore che ti possa capitare, perché per quanto ti voglia sostenere, sarà troppo imbarazzato e non oserà farlo. Io ho soltanto reagito ai film, non ho indirizzato le decisioni». Sofia, sulla cosa, gioca. «Imbarazzante, eh?», gli dice. E lo abbraccia a lungo. Poi continua, sull'onda della felicità: «La mia famiglia ha origine italiana, e io mi ci sento. Ho appena parlato con i miei genitori e mio padre era contentissimo».

Il Leone d'oro alla carriera intanto era stato già assegnato al regista cinese John Woo. Per la sezione Orizzonti, infine, ha vinto tra i lungometraggi Verano de Goliat di Nicolas Pereda. Il Premio speciale della giuria va a The forgotten space di Noel Burch e Allan Sekula (Olanda). Cortometraggi: Coming attractions di Peter Tscherkassky (Austria). Mediometraggi: Tse (Out) di Roee Rosen (Israele). Menzione speciale a Jean Gentil di Israel Cardenas and Amelia Laura Guzman (Repubblica Dominicana). Venice Short Film Nominee for the European Film Awards a The external world di David O'Reilly.

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RISULTATI

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Pietro 75 mesi fa

Siete "VERI"giornalisti!Skolimovski e polacco!ma tanto per Voi e la stessa cosa,continuate cosi! P.S.Vi pagano ?MMMM....

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