Marion Cotillard: «Recito per vivere»

21 settembre 2010 
<p>Marion Cotillard: «Recito per vivere»</p>

Ha scelto con grande intelligenza i copioni, facendosi in fretta un nome nel cinema francese. Ma quando nel 2007 Olivier Dahan la volle a tutti i costi per interpretare la leggendaria Édith Piaf in La vie en rose, la produzione tagliò i finanziamenti: «Troppo poco conosciuta». Risultato: successo enorme, critici in delirio e il primo Oscar come miglior attrice in un film in lingua straniera dai tempi di Sophia Loren (1962, La ciociara). Sono accorsi, in rapida successione, i migliori registi americani: Tim Burton (Big Fish), Ridley Scott (Un'ottima annata), Michael Mann (Nemico pubblico), Rob Marshall (Nine); ora Christopher Nolan per questo riuscitissimo thriller fantascientifico, e poi Woody Allen per l'attesissimo Midnight In Paris; seguiranno Steven Soderbergh (Contagion) e David Cronenberg (Cosmopolis). E solo chi conosce Hollywood può capire fino in fondo che impresa sia, questa, per un'attrice non di madrelingua inglese. Avete presente tutte le italiane che dicono «voglio andare in America?». Marion Cotillard ci è riuscita. Si è impadronita dei complessi meccanismi della capitale mondiale del cinema, «un posto capace di stritolare anche un elefante», come mi dice con un sorriso.

Avrebbe potuto semplicemente trovarsi il fidanzato giusto, come capitò a Penélope Cruz con Tom Cruise ai tempi di Vanilla Sky, e invece ha preferito fare tutto da sola.
«Non ero sola. Mi ha accompagnato a Hollywood un certo mec (espressione familiare francese per indicare un uomo, ndr). Un tipo molto interessante. Si chiama Oscar, ha presente? Quell'omino un po' rigido che sta sul piedistallo».

Quello che non tutti sanno è che la più titanica impresa di Marion Cotillard è avvenuta molto prima di incontrare questo Oscar. Non dev'essere stato facile trasformare in un'attrice straordinaria l'adolescente tormentata, la ragazzina che non si amava.
«A volte si fanno scelte dettate da desideri passeggeri, ma per me non è stato così. Non esistevano altre soluzioni  possibili nella mia vita: esprimere ai massimi livelli la mia capacità di recitare era una questione di sopravvivenza. Ho sempre avuto forti aspirazioni, ma non riuscivo mai ad assumermene fino in fondo la responsabilità. Mi dicevo: hai delle manie di grandezza che non ti meriti, finirai distrutta dai tuoi sogni. E questo paralizzava il mondo attorno a me. Poi, quando ho avuto la parte di Édith Piaf, ho capito che non avevo scelta. Che potevo solo incanalare in un'azione precisa, la recitazione, il fiume di emozioni che mi scorreva dentro. Il mio io doveva nutrirsi, e finalmente trovavo il cibo per togliermi la "fame" che avevo da sempre».  

In che modo l'ha «sfamata», Édith Piaf ?
«Ha soddisfatto le mie aspirazioni. Soprattutto, mi ha dato il coraggio di ammettere che avevo bisogno di esperienze importanti, di grandi parti, e le ho ottenute. Ma non ho mai considerato il cinema come una terapia capace di guarire tutti i mali. I lati oscuri sono ancora una parte preponderante della mia personalità».

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RISULTATI
Lady Luck 75 mesi fa

grandiosa e adorabile! e soprattutto bravissima!

jerry 75 mesi fa

Non ho visto il film, ma l'ho vista nel film Un'ottima annata e l'ho trovata splendida, tanto che mi è rimasta impressa la sua presenza in quel film. Sarò felicissimo di vedere questo suo nuovo film. http://grandifilm.ejarvis.eu

mtg 75 mesi fa

Ho visto il film, lei è bravissima...Oscar meritatissimo !!

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