Isabella Ragonese, la madrina che salta in alto (e sogna l'America)

01 settembre 2010 
<p>Isabella Ragonese, la madrina che salta in alto (e sogna
l'America)</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Con un grande salto», Isabella Ragonese è al Lido da madrina (SFOGLIA LA GALLERY) e per presentare Il primo incarico, il film di cui è protagonista in concorso nella sezione Controcampo italiano. Solo qualche anno fa, alla Mostra di Venezia ci veniva in camper con gli amici cinefili. Partiva da Palermo (che è un bel viaggetto), arrivava in campeggio, insaccava alla meglio i panini nello zaino, e, presa una bici a noleggio (l'ha fatto anche ieri, non appena sbarcata) si metteva in fila con pazienza per esserci alle proiezioni. Non a caso, dice, il suo primo pensiero, quando le hanno detto del ruolo che avrebbe avuto quest'anno, è stato: «Che bello, potrò entrare ovunque e guardarmi tutti i film che voglio»

Quattro anni fa hanno iniziato ad andare in sala i suoi di film l (SFOGLIA LA GALLERY). Era il 2006 quando sfilava sul primo red carpet, con l'aria più acqua e sapone di quella che oggi, dopo undici film, comunque conserva. Al tempo aveva una piccola parte, quella di Rosa in Nuovomondo, esordio alla regia di Emanuele Crialese, che vinse il Leone d'argento.

«Mamma mia, di allora non ricordo nulla», racconta. Stasera sarà suo il palco nella Sala Grande, per la cerimonia d'apertura: «Stavolta non garantisco, nulla». L'11 settembre l'aspetta di nuovo lo stesso palco, per la chiusura. Ma non basta. Anche nel salto che vedete, Isabella vola ancora più in alto.

Lei, che è stata diretta solo da italiani, nei panni della precaria laureata con Tutta la vita davanti (Paolo Virzì, Nastro d'argento a Taormina come migliore protagonista), della favignanese persa per un'altra ragazza dell'isola (Valeria Solarino in Viola di Mare di Donatella Maiorca), della studente tra amore e disamore nella nebbia di laguna e vaporetti in Dieci Inverni (Valerio Mieli, Nastro d'argento 2010), e della sfortunata moglie della periferia romana in La nostra vita (Daniele Luchetti), sogna l'America.

A dicembre la vedremo in Un altro mondo di Silvio Muccino. Ma non fa in tempo ad arrivare qui, che alla domanda: «Registi con cui vorrebbe lavorare?», risponde già: «Paul Anderson o i fratelli Coen», perché «al di là della loro bravura, sono molto attenti ai ruoli femminili».

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