Micaela Ramazzotti: «Quando mio figlio chiederà: mamma perché eri nuda?»

12 ottobre 2010 
<p>Micaela Ramazzotti: «Quando mio figlio chiederà: mamma perché
eri nuda?»</p>

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Un po' mamma un po' bambina, un po' sexy un po' timida. Un viso antico e moderno al tempo stesso. Quando le dico che è così che mi viene da descrivere i suoi lineamenti, Micaela Ramazzotti mi ringrazia.

Micaela dice «grazie» moltissime volte, più di quanto normalmente facciano le persone. Molto di più di quanto facciano le attrici come lei.

Quando le faccio notare la vetrina di un negozio dove secondo me si potrebbero trovare degli abiti carini, lei non dice: «Entriamo a dare un'occhiata». Chiama suo marito Paolo Virzì: «Vuoi andare dentro per comprarti qualcosa?», gli domanda.

Se ha freddo ed è stanca, non reclama una macchina. Micaela chiede: «Che dite se prendiamo un taxi?». Intanto continua a camminare. E se nessuno le dà retta, aspetta qualche minuto poi domanda di nuovo: «Lo prendiamo un taxi?», ma sempre un po' casualmente, come se la cosa non fosse importante. «Ripetere è il suo modo di far capire che vuole qualcosa», spiega ridendo Virzì.

Micaela Ramazzotti è con lui a Los Angeles. Il viaggio - per promuovere il suo ultimo film ai Golden Globes e cercare una distribuzione americana - era programmato già prima che l'Italia decidesse di candidarlo per la selezione come miglior film straniero ai prossimi Academy Awards (ma per sapere se entrerà nella lista dei finalisti in gara per l'Oscar bisognerà aspettare il 25 gennaio).

La prima cosa bella è il suo secondo film con Virzì (che l'aveva già diretta in Tutta la vita davanti, nel 2008), il primo al quale hanno lavorato come marito e moglie (si sono sposati il 17 gennaio 2009); durante le riprese hanno concepito il loro primo bambino, Jacopo, nato a marzo.

Micaela, 31 anni, di Roma, ha condiviso il ruolo da protagonista nonché il personaggio con Stefania Sandrelli, in una storia che fa avanti e indietro tra oggi e gli anni Settanta. È allora che Anna, una giovane mamma di due bambini, bella e un po' sventata, si trova per caso a vincere un concorso di bellezza.

Basterà quella fascia da Miss indossata per pochi minuti, una foto sul giornale locale di Livorno, e i commenti da bar dei concittadini a cambiarle per sempre la vita. La reazione di gelosia violenta del marito, sostenuto dalla sorella di lei, la costringono, infatti, a scappare con i figli, un bambino e una femmina più piccola, e a condurre, da lì in poi, una vita sempre un po' randagia, e sempre accompagnata da pettegolezzi che esasperano il figlio maschio fino a spingerlo, ormai adolescente, ad andare via da casa.

Gli anni passano, finché Anna, questa volta impersonata dalla Sandrelli, si ritrova con un male incurabile ma l'allegria di sempre a gestire l'ultima opportunità di riappacificarsi con il figlio (nella versione adulta è Valerio Mastandrea, mentre sua sorella è Claudia Pandolfi) e di chiudere i conti con altre vicende del passato.

Incontro Micaela due volte nell'arco di tre giorni. La prima a un brunch nell'hotel di Santa Monica dove sta con il marito. Fuori la temperatura è bassina e lei ha il raffreddore («Prima lo ha preso Paolo, poi mio figlio, poi io»). Parliamo, poi facciamo un giro di shopping che si concretizza in scarpe da ginnastica per lui, stivaloni più comodi che eleganti per lei, e un sacchetto pieno zeppo di sciroppi per la gola e medicine varie.

La seconda volta la ritrovo sul set fotografico, in studio, perché il giorno prima è andata dal medico e di stare all'aperto non se ne parla. È più eccitata di Pinocchio nel Paese dei balocchi e molto più sexy della fata dai capelli turchini. Si fa scattare una foto in stivaloni di pelle neri e mini abito dal suo manager: «Questa la mandiamo a Paolo», ride.

Il figlio di Anna è imbarazzato dalla bellezza e dall'esuberanza della madre. Si è mai chiesta che effetto farà al suo, di figlio, quando da ragazzo vedrà le sue scene di nudo nei film e certe foto in cui è poco o per nulla vestita?
«Non ci ho ancora pensato. Sì, forse gli amici un giorno potrebbero farglielo "pesare", ma ci penserà suo padre a gestire la cosa. Anche perché è stato lui a farmi girare quella scena in Tutta la vita davanti (un nudo frontale, ndr). Paolo sarà bravissimo, ne sono certa».

Lei ha definito il suo personaggio «una donna fiera e indifesa, simpatica ma maldestra, innocente, ma molto esuberante». Mi viene da pensare che anche lei sia un po' così. O che si consideri un po' così.
«Anna secondo me è una donna esplosiva che viene fraintesa da tutti. Per la sua bellezza, il suo modo di fare, di camminare».

E lei si è mai sentita così: fraintesa?
«Beh, sì. Soprattutto sul set di Tutta la vita davanti. Interpretavo il personaggio di una ragazza sexy, buffa, che scodinzolava al mondo per ricevere amore e, in quel periodo, ero anch'io così, scodinzolante. Non solo sul set. Per fortuna, subito dopo ho incontrato Francesca Archibugi».

Che l'ha diretta in Questione di cuore.
«Dove ero una donna combattiva, solida, con una sua centratura. Tutte noi, penso, abbiamo un lato bambino e uno tenace, combattivo. A volte prevale uno, a volte l'altro. Ma quel film, per me, è stato una rivalsa. Mi ha aiutata a farmi vedere in un altro modo, e a crescere anche nella vita».

Tornando ai fraintendimenti, lei una volta ha detto qualcosa tipo: «Se sei bionda e hai un fisico da pin-up, tutto diventa difficile».
«L'ho detto parecchi anni fa. Però è vero che, se sei bionda e fatale, l'immagine arriva prima del resto».

Può darsi, però è sempre vero che se sei una cozza al cinema non ti prendono proprio. Non è d'accordo?
«No, no, sicuramente l'aspetto fisico ti può aiutare a cominciare. Io, però, ho incontrato grandi difficoltà. Per esempio a trovare le parti giuste. Mi prendevano poco sul serio. E io, allora, mi mettevo una maschera. Mi proteggevo con l'atteggiamento dell'intruppona, dell'imbranata».

Lei e Paolo vi siete conosciuti sul set e all'inizio, comprensibilmente, essendo lui il regista e lei l'attrice, avete nascosto la vostra relazione. Adesso, però, lo può dire: com'è che vi siete innamorati?
«Appena l'ho incontrato ho sentito una grande energia. I suoi occhi, per esempio: spiritosi, intelligenti, sì, insomma, di uno che la sa lunga. Che c'era qualcosa l'avevo percepito subito, diciamo che ero piuttosto "accesa". Ma non l'ho detto a nessuno. E, poi, piano piano...».

Piano piano?
«Ci siamo annusati, abbiamo cominciato a vederci. Ma a casa, non è che andavamo in giro a farci fotografare. Ci siamo presi il tempo di conoscerci meglio. Perché all'inizio anche lui non mi aveva capita. Un po' per timidezza, un po' per paura di non essere all'altezza, mi atteggiavo. Le posso imitare la Micaela di quel periodo? (Si agita, muove le braccia, le mani, sorride in modo compulsivo, molleggia sul divano) E l'ho pagata, però. Mi ci è voluto del tempo per convincerlo che non ero così. Dei due, sono stata io quella che ha dovuto conquistare l'altro. Ma adesso mi sento più solida, più sicura. Forse anche la maternità mi ha aiutato».

L'intervista completa sul numero 41/2010 di Vanity Fair, in edicola il 13 ottobre.

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RISULTATI
dodo 74 mesi fa

Micaela è bella, dolce, simpatica e un po’ timida. Le auguro una carriera splendida come quella di Stefania Sandrelli con un OSCAR in più.

Phoebe 74 mesi fa

Da donna posso dire che mi piace proprio, la trovo vera e simpatica oltre che molto brava.

miramar 74 mesi fa

Che bella donna!

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