La Nuova Zelanda in piazza per l'Hobbit

26 ottobre 2010 
<p>La Nuova Zelanda in piazza per l'Hobbit</p>

SFOGLIA LA GALLERY: ASPETTANDO THE HOBBIT

La Nuova Zelanda rischia di perdere The Hobbit. La Warner Bros, la casa di produzione hollywoodiana che nel Paese ha già prodotto tutti i film della saga del Signore degli anelli, potrebbe trasferire la produzione della nuova pellicola diretta da Peter Jackson a Londra, negli studi dove sono stati girati gli episodi di Harry Potter.

A innescare la voglia di fuga da Wellington era stato uno sciopero, appoggiato peraltro da sir Ian McKellan, interprete di Gandalf, proclamato dalla Actors' Equity. Un migliaio di comparse avevano incrociato le braccia per chiedere paghe più alte e pause più lunghe. Una protesta che ha scatenato subito la reazione della Warner Bros, con la minaccia di abbandonare la Nuova Zelanda. La revoca dello sciopero non è bastata a riportare la major sui suoi passi.

Per scongiurare il disastro economico che la perdita del film significherebbe per il Paese, è sceso in campo persino il primo ministro neozelandese John Key, che ha offerto ai vertici della major hollywoodiana condizioni vantaggiose: agevolazioni fiscali superiori al 15 per cento e una revisione dell'employment relation act - un accordo sindacale che tutela i lavoratori - con la garanzia che mai più uno sciopero avrebbe messo a rischio le riprese di un film da 700 milioni di dollari.

Le trattative sono ancora in corso, ma Londra già canta vittoria. La moglie di Peter Jacksojn, Fran Walsh, ha detto in una intervista che «i Leavesden Film Studios inglesi sarebbero perfetti per gli obiettivi del progetto». I giornali del Regno Unito ieri spiegavano che salvo colpi di scena The Hobbit sarà girato in patria.

 

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