Festival di Roma. Camilleri: "Il caso Ruby come Patò"

31 ottobre 2010 
<p>Festival di Roma. Camilleri: "Il caso Ruby come Patò"</p>

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Lo scrittore è a Roma per La scomparsa di Patò, il film di Rocco Mortelliti tratto dal suo romanzo, con Nino Frassica, Maurizio Casagrande e Neri Marcorè, presentato oggi fuori concorso.
«In questi giorni giornali e telegiornali si interrogano sul perché i funzionari della questura di Milano hanno agito in questo modo, sulla pressione che gli è stata fatta", ha dichiarato Camilleri. "I due funzionari del mio romanzo (ambientato nella Vigata del 1890),invece di una telefonata ricevono gli ordini dei loro superiori che a loro volta li ricevono da un sottosegretario. Io non sono uno che ama molto la tesi di Tomasi di Lampedusa ma si finisce per dare ragione a Tancredi Falconeri (uno dei personaggi protagonisti de Il gattopardo, ndr), 'cambiamo tutto per non cambiare nulla".
E sul paragone tra il film e l'affaire Ruby, insiste anche Neri Marcorè, uno dei protagonisti del film di Mortelliti: "Patò, il mio personaggio, è un uomo che ama le donne e a non tutti piace il suo stile di vita. Ecco, io mi sono ispirato a qualcuno per interpretare questo ruolo".

LET ME IN -Al festival di Roma oggi è anche la volta di Let Me In, remake di Matt Reeves del film culto svedese Lasciami entrare di John Ajvide Lindqvist. Un film che Stephen King ha definito "il miglior horror degli ultimi 20 anni" e che riprende fedelmente la pellicola originale, l'anti Twilight che ha avuto un successo enorme in Europa.
E' la storia di Owen (Kodi Smit-McPhee), adolescente timido e vittima dei bulli della scuola, che stringe un forte legame con la nuova vicina di casa, una strana ragazzina di nome Abby (Chloe Moretz), che si rivela essere un vampiro.
"Della vicenda mi interessava soprattutto l'aspetto del ragazzino vittima di bullismo, la sua sofferenza. E l'orrore dell'adolescenza", ha spiegato il regista. "Ho trovato straordinario questo progetto: un film sui vampiri, e nello stesso tempo  sulla crescita, sull'adolescenza. All'inizio avevo qualche dubbio, perché non pensavo si potesse fare un remake di un film così bello. Poi ho pensato che comunque il pubblico americano non sarebbe mai andato in massa a vedere una pellicola in svedese con sottotitoli".

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