Addio Dino De Laurentiis, il produttore che inventò il cinema italiano

11 novembre 2010 
<p>Addio Dino De Laurentiis, il produttore che inventò il cinema
italiano</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

E' morto a Los Angeles Dino De Laurentiis, uno dei produttori cinematografici più famosi al mondo, all'età di 91 anni. Era nato a Torre Annunziata (Napoli), l'8 agosto del 1919. Il suo vero nome era Agostino De Laurentiis.

Figlio di un pastaio, Agostino nell'Italia degli anni Trenta era rimasto affascinato dal grande schermo. A soli vent'anni si trasferì a Roma per tentare la carriera di attore iscrivendosi al Centro Sperimentale di Cinematografia, appena inaugurato, nel primo biennio 1937-38.

Allievo senza vocazione non si scoraggiò, anzi ebbe una grande intuizione: passare dietro lo schermo. «Nel cinema chi vuol mettersi in luce sceglie la zona d'ombra», diceva.

I primi successi. La luce è arrivata presto. Il primo dei circa 150 film che ha prodotto è stato L'ultimo combattimento di Piero Ballerini (1940). Seguono nel Dopoguerra alcune delle pellicole più belle e famose del cinema italiano, da Riso Amaro (1948) di Giuseppe De Santis (sul set incontra il grande amore della sua vita, l'attrice Silvana Mangano, che poi diventerà la sua seconda moglie) a Napoli milionaria (1950) di Eduardo De Filippo, da Dov'é la libertà? (1954) di Roberto Rossellini a Miseria e nobiltà (1954) di Mario Mattioli e La grande guerra (1959) di Mario Monicelli, Leone d'oro a Venezia.

«Il neorealismo fu inventato dai giornali», raccontava. «Affermarono che alcuni registi e sceneggiatori vollero fare il neorealismo. Ma non è vero. L'industria italiana del cinema era cosi povera che non c'erano soldi per gli studios, per creare dei set, per andare dappertutto. Così si doveva girare tutto per strada».

Nel 1948 con Carlo Ponti ha costituito la Ponti-De Laurentis e ha realizzato il primo film italiano a colori, Totò a colori (1952), appunto. Poi, con Fellini sono arrivati La strada (1954) e Le notti di Cabiria (1957), entrambi Oscar per il miglior film straniero.

L'America. Costruttore dei set Dinocittà a Roma e produttore anche di grandi kolossal, dal 1972 si era trasferito negli Stai Uniti, dove ha continuato a produrre successi come Il giustiziere della notte di Michael Winner (1974), I tre giorni del Condor di Sidney Lumet (1975), L'Anno del dragone di Michael Cimino (1985) o, l'ultimo, Hannibal di Ridley Scott (2001). Nel 2001 gli è stato consegnato alla cerimonia degli Oscar il premio Thalberg per i produttori, nel 2003, alla Mostra del cinema di Venezia, il Leone d'oro alla carriera.

Mogli e figli. Dino De Larentiis si è sposato tre volte: la prima, nel 1945, con Bianca Maria De Paolis; la seconda con Silvana Mangano, nel 1951 (morta nel 1989), da cui ha avuto quattro figli: Veronica, Raffaella (produttrice anche lei come il fratello Luigi, morto nel 1992, e il nipote Aurelio), Federico (morto a 20 anni nel 1981 in un incidente su un piccolo aereo mentre stava girando un documentario in Alaska: Silvana e Dino nonsupereranno il trauma, come coppia, separandosi) e Francesca; con Martha Schumacher nel 1990, da cui ha avuto Carolina e Dina.

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RISULTATI
mtg 75 mesi fa

Un gigante del cinema internazionale...

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