Tu vuo' fa' l'americano

11 novembre 2010 
<p>Tu vuo' fa' l'americano</p>
PHOTO FABRIZIO FERRI - COURTESY OF VANITY FAIR

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Tenere a bada una banda di tredici attori non è compito facile per nessuno. Neppure per un fotografo esperto come Fabrizio Ferri, che di questo set più simile a una rimpatriata tra amici è il regista.

Officine Farneto, Roma. Ci sono Alba Rohrwacher, Vinicio Marchioni, Valeria Golino, Giorgio Pasotti, Vittoria Puccini, Francesca Neri, Micaela Ramazzotti. Ridono, si prendono in giro, mangiano. È tutto un «ciao, come stai?». Ecco Paolo Briguglia, Marco Giallini, Diane Fleri, Michela Cescon, Piera Degli Esposti, Beppe Fiorello. Un concentrato di grandi attori italiani che alle feste del Festival di Roma sulla terrazza dell'hotel Bernini  non si è mai visto.

Sono tutti qui perché andranno, chi fisicamente e chi solo tramite i propri film, a Los Angeles per Cinema Italian Style. La rassegna di cinema italiano va in scena dal 9 al 20 novembre all'Egyptian Theatre, è promossa da Cinecittà Luce e dall'American Cinémathèque e sponsorizzata da Valentino. Quest'anno porta negli Stati Uniti una selezione di dodici titoli con il meglio del nostro cinema, assieme ad alcuni cortometraggi e documentari. A sfilare sul red carpet di Cinema Italian Style, Paolo Virzì e Micaela Ramazzotti (regista e attrice della Prima cosa bella), Alba Rohrwacher (con il film L'uomo che verrà di Giorgio Diritti), Gabriele Muccino e Pierfrancesco Favino (Baciami ancora, il sequel dell'Ultimo bacio).

Ma il set fotografico di Vanity Fair è già un'occasione mondana di per sé. La prima ad arrivare è la Rohrwacher, timida e gracile, sopraffatta da un'ondata di complimenti. Dice grazie a tutti e parla a bassa voce. Poi c'è Vittoria Puccini, che vaga a piedi nudi dentro un abito principesco e con le forcine nei capelli. Dice che le «rode tantissimo» non andare a Los Angeles con Baciami ancora, «ma devo lavorare». Spuntano Vinicio Marchioni e i suoi pantaloni rossi della tuta. Stylist e parrucchiere si mettono al lavoro: via la tuta, ecco il completo scuro, e una sforbiciata ai capelli. Si lascia andare a una battuta di umorismo nero: «Sul set di 20 sigarette (il film di Aureliano Amadei sull'attentato di Nasiriyya del 2003, ndr), per sdrammatizzare, avevamo un tormentone: "Sto film è 'na bomba"». L'aneddoto di Micaela Ramazzotti è di tutt'altro tenore: «Sul set della Prima cosa bella si faceva tantissimo l'amore: sono stati concepiti sette bambini».

L'articolo completo sul numero 45/2010 di Vanity Fair, in edicola dal 10 novembre

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