Broadwalk Empire, ecco i gangster televisivi di Scorsese

03 novembre 2010 
<p>Broadwalk Empire, ecco i gangster televisivi di Scorsese</p>

La Tv sorpasserà il cinema? Di certo, sono cambiati i ruoli. E l'ultima prova della rivoluzione portata dai telefilm che vengono dagli Stati Uniti è lo sbarco al Festival del Film di Roma di Boardwalk Empire, la serie Tv ideata da Terence Winter (l Soprano) e prodotta da Martin Scorsese, che ha anche girato il primo episodio. Accolta a Roma con clamore da kolossal hollywoodiano, la serie è l'ultimo successo commerciale e di critica dell'americana Hbo.

La storia, ispirata al romanzo Boardwalk Empire: The Birth, High Times, and Corruption of Atlantic City di Nelson Johnson, è ambientata ad Atlantic City, negli anni '20, in pieno Proibizionismo. Gangster, contrabbando di alcolici, ma anche nuove opportunità e corsa verso il sogno americano. Il protagonista è Enoch "Nucky" Thompson, interpretato da Steve Buscemi, politico corrotto e ipocrita, che diventa il re dei traffici illegali di alcol. Al suo fianco, Jimmy Darmody, ex veterano della Prima guerra mondiale che entra nell'organizzazione malavitosa di Nucky.I dodici episodi, costati complessivamente 60 milioni di dollari, andranno in onda da gennaio 2011 in prima visione assoluta in Italia su Sky Cinema 1 Hd.

A presentare la serie a Roma è arrivato dagli Stati Uniti Michael Pitt. Faccia da ragazzino, occhiali con montatura spessa, l'attore parla del rapporto tra cinema e Tv. "Io sono di una generazione che quando vede i Soprano in tv non pensa certo che sta vedendo televisione e che ci sia differenza tra una forma d'arte e l'altra", dice. "Per esempio, Boardwalk Empire è stato girato in sette mesi: una cosa buona perchè noi tutti del cast ci siamo potuti concentrare meglio sulla storia e i personaggi e anche il contesto politico può essere sviluppato nei serial meglio che al cinema, in quelle due ore in cui si svolge in genere un film. Anche Kubrick aveva detto che ormai la tv aveva alzato i livelli e così per fare cinema si deve essere più radicali".

E a chi lo paragona a Leonardo DiCaprio, Pitt risponde con una battuta: "Non mi irrita il parallelo, penso sia un fantastico attore. E comunque mi paragonano tutti a quei colleghi che hanno come me pelle bianca, occhi blu e capelli chiari".

IO SONO CON TE - Oggi al Festival è anche la giornata dell'ultimo dei quattro film italiani in concorso: Io sono con te di Guido Chiesa. E' la storia di Maria di Nazareth, vista nella sua veste di "rivoluzionaria" e mamma. Perché, dice Chiesa, "alla radice della storia di Gesù c'è l'amore di una madre che gli ha permesso la libertà terrena. Su questo rapporto d'amore tra una madre e suo figlio ho costruito il mio film". Un'interpretazione eretica? "No, piuttosto eterodossa. Abbiamo, infatti, evitato quasi sempre di considerare i Vangeli apocrifi, dove Gesù viene descritto come un mago". La Maria di Guido Chiesa capovolge anche le interpretazioni classiche che la descrivono come donna remissiva: "Non è affatto sottomessa o in un angolo", ma protagonista dell'educazione del figlio". Io sono con te è stato girato in Tunisia e interpretato da molti attori non professionisti (a partire da Maria, la figlia di un pastore, con cinque fratelli, Nadia Khalifi) e recitato in tunisino ("lingua semitica che ha la stessa origine di ebraico e aramaico", spiega Chiesa) e greco antico. L'uscita nelle sale è prevista per il 19 novembre.

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