Julia Roberts, dov'è il trucco?

30 gennaio 2008 
<p>Julia Roberts, dov'è il trucco?</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Venice, California. La casa è nascosta in fondo a una stradina, vicino alla spiaggia.
È una casa modesta: non la circondano alte siepi, non ha un lungo viale d'accesso, e
nemmeno maggiordomi. In giardino, legata a un albero, un'altalena di legno. La
signora risponde direttamente al citofono e ci fa entrare. Ci aspetta in veranda, dove
sta allattando al seno suo figlio Henry, nato lo scorso giugno, e dove arriva il profumo di una cena a base di hamburger. Julia Roberts ha compiuto 40 anni in ottobre. Vive qui con il marito, il direttore della fotografia Danny Moder, e i loro figli: oltre a Henry, i gemelli Hazel e Phinnaeus (abbreviato in Finn), di 3 anni. Oggi indossa un paio di infradito, pantaloni al ginocchio e una T-shirt con le maniche lunghe. Ha i capelli ramati tirati all'indietro e indossa un paio di occhiali di tartaruga che le incorniciano i grandi occhi castani. Unica civetteria, il mascara: «Me lo sono messa apposta per voi», dice. Poi sorride, e all'improvviso diventa la star che ha ottenuto tre nomination all'Oscar e ne ha vinto uno (per Erin Brockovich, nel 2001), l'attrice che viene pagata 25 milioni di dollari a film e che, nel corso della carriera, ha fatto incassare più di 2 miliardi di dollari. Dalla sua ricca collezione di tè cerca la miscela più adatta all'occasione, ce ne offre una tazza e ci fa accomodare in cortile, a un tavolo da picnic un po' consumato. È da molto tempo che non concede interviste, ma c'è un film importante di cui parlare: La guerra di Charlie Wilson (sui nostri schermi l'8 febbraio), una storia vera tratta dal libro inchiesta Il nemico del mio nemico (edito in Italia da Il Saggiatore) del giornalista George Crile, e diretto da Mike Nichols. Nel film, interpreta la parte di Joanne Herring, la grintosissima e liftatissima signora dell'alta società texana che negli anni Ottanta cospirò con il parlamentare Wilson − interpretato da Tom Hanks −
per finanziare la jihad anti-sovietica in Afghanistan. I loro sforzi contribuirono a far
crollare l'impero del Cremlino, ma gettarono anche le basi per il rafforzamento dell'estremismo islamico. Nel corso della nostra conversazione, Julia prenderà in braccio l'ultimo nato per fargli fare un pisolino, e dopo un'ora lo riattaccherà al seno; si interromperà diverse volte per cantare canzoncine a Finn (Hazel
è rimasta all'asilo); cambierà il pannolino di Henry. E si commuoverà, con gli occhi
lucidi davvero, nello spiegarci quanto suo marito sia importante per lei. A un certo
punto arriverà anche Moder: ha fatto la spesa e finisce di preparare la cena per tutta la famiglia. Nel frattempo, noi continuiamo a parlare.


Nella Guerra di Charlie Wilson lei recita per la prima volta con Tom Hanks. Come
vi siete trovati?

«Io e Tom non facciamo altro che parlare dei nostri figli. Lui è entro i primi cinque posti nella mia personale classifica delle persone con cui uscire a prendere un aperitivo. Con Tom puoi affrontare argomenti molto profondi, ma anche limitarti a fare pettegolezzi come con un'amica. È una cosa che mi piace molto».

C'è una scena, nel film, dove la vediamo seduta di fronte allo specchio del bagno, mentre usa una spilla da balia per separare le ciglia pesantemente truccate.
«È una cosa che faccio sul serio. Anche se il truccatore mi dice sempre di piantarla».


E intanto parla della situazione militare in Afghanistan a Wilson, che sta sguazzando nella vasca da bagno.

«Nelle scene in cui ci si trucca si cerca sempre di fingere: magari bisogna fare molti
ciak e non ti va di lavarti continuamente la faccia, così prendi uno spazzolino del mascara pulito, o fai finta di metterti la cipria. Perciò stavo soltanto cercando di trovare qualcosa di interessante da fare durante un dialogo così serrato. Mi piaceva il paradosso creato dal fatto di parlare di guerra, armi
e munizioni mentre ci si trucca».

CONTINUA

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