Umberto Eco su Agora: «La filosofa Ipazia? Era una escort»

21 aprile 2010 
<p>Umberto Eco su <em>Agora</em>: «La filosofa Ipazia? Era una
escort»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Presentato a Cannes l'anno scorso, finalmente arriva nelle sale italiane Agora di Alejandro Amenábar (nella foto). Il film sulla vita di Ipazia, filosofa greca uccisa da un gruppo di fanatici cristiani nel 415 d.C., sembrava destinato a non uscire da noi, e in molti paventavano pressioni da parte del Vaticano. Era stata anche lanciata una petizione in difesa del lungometraggio. Trovata pubblicitaria? Può darsi. Nel frattempo un distributore si è fatto avanti, Mikado, che porterà Agora nei cinema il 23 aprile. Ma il dibattito continua: ad accenderlo, ieri a Milano, il convegno "Ipazia - una donna per la libertà, la scienza, contro ogni fondamentalismo", con Amenábar, Umberto Eco e il teologo Vito Mancuso.

«L'assassinio di Ipazia rimarrà un crimine indelebile della storia del cristianesimo, come quelli dei catari e di Giordano Bruno; tuttavia, il cristianesimo non si riduce al fanatismo», ha esordito Mancuso. «Inoltre, il cristianesimo di Alessandria non era riconducibile al vescovo Cirillo e alla setta dei parabolani, responsabili della morte di Ipazia. Mentre con questo film Amenábar pare insinuare che i rappresentanti delle religioni siano tutti intolleranti: non è vero».

Lo studioso ha poi messo in luce alcune«incongruenze» della pellicola: «Sinesio di Cirene, allievo di Ipazia, era calvo, invece nel film ha i capelli lunghi. E non poteva essere ad Alessandria al momento dell'omicidio di Ipazia: era morto due anni prima». Pronta la replica di Amenábar: «Non sapevo che Sinesio fosse calvo, ma mi sembra irrilevante. Per il resto mi sono concesso delle licenze, è vero, per esigenze di sceneggiatura. Ma non volevo lanciare un messaggio anticristiano, bensì mostrare come la ragione può essere distrutta dai fondamentalismi».

All'incontro ha partecipato anche Umberto Eco, che ha ricordato l'Udienza Generale di Papa Benedetto XVI nel 2007: «Il pontefice fece un ritratto a tutto tondo di Cirillo, omettendo proprio l'episodio dell'assassinio di Ipazia raccontato nel film: evidentemente nella Chiesa c'è dell'imbarazzo». Lo scrittore, d'altro canto, non ha mancato di criticare l'«eccessiva eroicizzazione di Ipazia da parte del mondo laico anticlericale». E ha puntualizzato: «Ipazia non era l'unica filosofa dell'antichità, ce n'erano molte e tante per essere accettate facevano, per così dire, le "escort". In che senso? Frequentavano uomini importanti, disquisendo con loro di filosofia e di matematica. Un'abitudine che oggi si è persa…».

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RISULTATI
Matteo 78 mesi fa

Strano, poi, che, in tutte queste polemiche, non venga citato (almeno a quanto ne so) il sublime dramma in versi di Mario Luzi “Ipazia”: un testo che riesce ad esprimere appieno, forse proprio perché non pretende di dare soluzioni univoche e ideologicamente connotate, quel grande “mistero di contraddizioni” che è la storia, e, nella polivalenza del messaggio poetico, avvolge tutti i personaggi (Ipazia, Cirillo, Sinesio) entro l’aura tragica di un destino d’odio e di conflitto che li sovrasta, e a cui non possono opporsi o sottrarsi.

Matteo 78 mesi fa

Anche Umberto Eco spara delle stronzate. Forse sta perdendo qualche colpo per via dell'età, come capita a tanti. Ad ogni modo, il film (a parte certi suoi effettacci spettacolari che scimmiottano le postmoderne rivisitazioni hollywoodiane del vecchio genere peplum) è profondamente anacronistico nel voler fare di Ipazia un'anticipatrice dell'eliocentrismo, e addiritura delle leggi di Keplero...

Gentilissima Signora, nel Film "AGORA'" su IPAZIA - JOHN TOLAND, Ipazia, Editrice Clinamen, Firenze, 2010 - mancano assolutamente i riferimenti ASTROLOGICI: ed è gravissimo!!! Le scuole neoplatoniche dei primi secoli non erano guidate in tale modo. Il film è stato comunque culturalmente molto utile, se pur, da un punto di vista artistico, criticabile. Comunque ne andrebbero messi in scena altri riguardanti argomenti simili. L' utilità del film avrebbe potuto essere evidenziata anche da MARINO discepolo di PROCLO, poiché egli racconta che Proclo stesso (Vita Procli, 30: cfr. PROCLUS, Théologie platonicienne, livre I, par H.D. Saffrey et L.G. Westerink, Paris, Les Belles Lettres, 1968, pp. XXII – XXIII), per aver custodito in casa sua la dea Atena, avrebbe poi rischiato di fare la stessa fine di Ipazia. Così erano diventate molte sette cristiane una volta finite le prime comunità apostoliche, cioè della DIDACHE'. Alcuni interventi all’epoca del Concilio VATICANO II sembrarono

Gentilissima Signora, nel Film "AGORA'" su IPAZIA - JOHN TOLAND, Ipazia, Editrice Clinamen, Firenze, 2010 - mancano assolutamente i riferimenti ASTROLOGICI: ed è gravissimo!!! Le scuole neoplatoniche dei primi secoli non erano guidate in tale modo. Il film è stato comunque culturalmente molto utile, se pur, da un punto di vista artistico, criticabile. Comunque ne andrebbero messi in scena altri. L' utilità del film avrebbe potuto essere evidenziata anche da MARINO discepolo di PROCLO, poiché egli racconta che Proclo stesso, per aver custodito in casa sua la dea Atena, avrebbe poi rischiato di fare la stessa fine di Ipazia. Così erano diventate molte sette cristiane finite le prime comunità apostoliche, della DIDACHE'. Fino a Dante, e perciò anche nelle antiche scuole neoplatoniche di Atene e di Alessandria, non esistevano comunque lezioni astronomiche senza riferimenti all'astrologia tolemaica e, conseguentemente, senza l'

Gentilissima Signora, nel Film "AGORA'" su IPAZIA - JOHN TOLAND, Ipazia, Editrice Clinamen, Firenze, 2010 - mancano assolutamente i riferimenti ASTROLOGICI: ed è gravissimo!!! Le scuole neoplatoniche dei primi secoli non erano guidate in tale modo. Il film è stato comunque culturalmente molto utile, se pur, da un punto di vista artistico, criticabile. Comunque ne andrebbero messi in scena altri. L' utilità del film avrebbe potuto essere evidenziata anche da MARINO discepolo di PROCLO, poiché egli racconta che Proclo stesso, per aver custodito in casa sua la dea Atena, avrebbe poi rischiato di fare la stessa fine di Ipazia. Così erano diventate molte sette cristiane finite le prime comunità apostoliche, della DIDACHE'. Fino a Dante, e perciò anche nelle antiche scuole neoplatoniche di Atene e di Alessandria, non esistevano comunque lezioni astronomiche senza riferimenti all'astrologia tolemaica e, conseguentemente, senza l'

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