Quattro musicisti, una giornalista, un carretto e un cavallo:
sono i protagonisti di Basilicata coast to coast, esordio
alla regia di Rocco Papaleo. Ma il film, un road-movie musicale che
racconta una picaresca traversata a piedi della Basilicata, dal
Tirreno allo Ionio, con destinazione il festival della canzone di
Scanzano Jonico, segna un altro curioso debutto: quello di
Max Gazzè come attore.
Il cantante romano interpreta Franco Cardillo, ebanista
appassionato di nuove tecnologie e di contrabbasso. Ad
accompagnarlo in questo viaggio pieno di imprevisti e di strani
incontri, ci sono Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Giovanna
Mezzogiorno e Papaleo stesso. «È nata una bella sinfonia sul set,
tra tutti noi», premette l'autore di Un musica può fare e
Il solito sesso. «La situazione era di per sé molto
divertente. Sono rimasto subito affascinato dall'assurdità e dal
dadaismo di questi quattro cialtroni in viaggio con carretto e
cavallo». Il film sarà nei cinema dal 9 aprile.
Come l'hanno convinta a diventare attore?
«Un giorno mi ha telefonato Rocco Papaleo. Stava visitando le
location per il film e ha avuto un'illuminazione: "Devo chiamare
Max per il ruolo di Franco Cardillo", si è detto. Appena me l'ha
proposto, ho accettato, perché è una parte interessante, che mi ha
intrigato immediatamente. Un personaggio anomalo».
In che senso anomalo?
«Cardillo non parla. La sua è una scelta dovuta a un trauma
personale. Ma nell'arco del film, si trasformerà, e il viaggio
stesso lo aprirà a un mondo diverso».
Come si è preparato per la parte?
«Ho cercato di capire la psicologia di questo personaggio
complesso. Lui è un artigiano, chiuso nel suo mondo, ma è anche
appassionato di computer, pannelli solari e campi elettrici. Vivrà,
inoltre, una storia romantica. Non parla, ma alla fine è sempre lui
a prendere le decisioni».
Si sarà quindi concentrato sulla mimica.
«E' proprio quello che desideravo evitare, non volevo diventare
troppo didascalico. E' un personaggio introspettivo, l'importante è
che lui ci sia. Il suo silenzio è più forte e prepotente di tante
chiacchiere».
Perché Papaleo ha scelto proprio lei per questo
ruolo?
«Il film è un road-movie musicale, serviva la prospettiva di un
musicista. Rocco aveva bisogno di qualcuno che potesse interpretare
un musicista e allo stesso tempo un suo amico (ci conosciamo da
vent'anni). L'amico con cui Nicola Palmieri (il personaggio
interpretato da Papaleo) decide di concedersi il lusso di questa
"passeggiata" di dieci giorni».
Ha avuto qualche difficoltà sul set?
«In quel periodo avevo il dito fratturato, quindi suonare il
contrabbasso è stata un po' una sofferenza. Per il resto, quando
entri nel personaggio, essere spontanei davanti alla macchina da
presa diventa semplice».
Dà l'impressione di essersi trovato particolarmente a suo
agio nelle vesti di attore. C'è un futuro per Gazzè nel
cinema?
«Faccio altro, vivo di musica, dischi e concerti. Ma questa
esperienza mi ha aperto le porte a nuove realtà. Mi sono trovato
bene sul set. Mi piace l'arte della recitazione, essere in quel
momento qualcun altro».