Max Gazzè: «Basilicata coast to coast, la mia prima volta sul set»

18 marzo 2010 
<p>Max Gazzè: «<em>Basilicata coast to coast</em>, la mia prima
volta sul set»</p>
PHOTO KIKA PRESS

Quattro musicisti, una giornalista, un carretto e un cavallo: sono i protagonisti di Basilicata coast to coast, esordio alla regia di Rocco Papaleo. Ma il film, un road-movie musicale che racconta una picaresca traversata a piedi della Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, con destinazione il festival della canzone di Scanzano Jonico, segna un altro curioso debutto: quello di Max Gazzè come attore.

Il cantante romano interpreta Franco Cardillo, ebanista appassionato di nuove tecnologie e di contrabbasso. Ad accompagnarlo in questo viaggio pieno di imprevisti e di strani incontri, ci sono Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Giovanna Mezzogiorno e Papaleo stesso. «È nata una bella sinfonia sul set, tra tutti noi», premette l'autore di Un musica può fare e Il solito sesso. «La situazione era di per sé molto divertente. Sono rimasto subito affascinato dall'assurdità e dal dadaismo di questi quattro cialtroni in viaggio con carretto e cavallo». Il film sarà nei cinema dal 9 aprile.

Come l'hanno convinta a diventare attore?
«Un giorno mi ha telefonato Rocco Papaleo. Stava visitando le location per il film e ha avuto un'illuminazione: "Devo chiamare Max per il ruolo di Franco Cardillo", si è detto. Appena me l'ha proposto, ho accettato, perché è una parte interessante, che mi ha intrigato immediatamente. Un personaggio anomalo».

In che senso anomalo?
«Cardillo non parla. La sua è una scelta dovuta a un trauma personale. Ma nell'arco del film, si trasformerà, e il viaggio stesso lo aprirà a un mondo diverso».

Come si è preparato per la parte?

«Ho cercato di capire la psicologia di questo personaggio complesso. Lui è un artigiano, chiuso nel suo mondo, ma è anche appassionato di computer, pannelli solari e campi elettrici. Vivrà, inoltre, una storia romantica. Non parla, ma alla fine è sempre lui a prendere le decisioni».

Si sarà quindi concentrato sulla mimica.
«E' proprio quello che desideravo evitare, non volevo diventare troppo didascalico. E' un personaggio introspettivo, l'importante è che lui ci sia. Il suo silenzio è più forte e prepotente di tante chiacchiere».

Perché Papaleo ha scelto proprio lei per questo ruolo?
«Il film è un road-movie musicale, serviva la prospettiva di un musicista. Rocco aveva bisogno di qualcuno che potesse interpretare un musicista e allo stesso tempo un suo amico (ci conosciamo da vent'anni). L'amico con cui Nicola Palmieri (il personaggio interpretato da Papaleo) decide di concedersi il lusso di questa "passeggiata" di dieci giorni».

Ha avuto qualche difficoltà sul set?
«In quel periodo avevo il dito fratturato, quindi suonare il contrabbasso è stata un po' una sofferenza. Per il resto, quando entri nel personaggio, essere spontanei davanti alla macchina da presa diventa semplice».

Dà l'impressione di essersi trovato particolarmente a suo agio nelle vesti di attore. C'è un futuro per Gazzè nel cinema?
«Faccio altro, vivo di musica, dischi e concerti. Ma questa esperienza mi ha aperto le porte a nuove realtà. Mi sono trovato bene sul set. Mi piace l'arte della recitazione, essere in quel momento qualcun altro».

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