Alessandro Baricco: «Caro maestro Salinger, addio»

29 gennaio 2010 
<p>Alessandro Baricco: «Caro maestro Salinger, addio»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

È scomparso ieri all'età di 91 anni J.D. Salinger, scrittore americano famoso per il libro cult Il Giovane Holden, scritto nel 1951. Alessandro Baricco, scrittore e critico musicale italiano, 15 anni fa a Torino intitolava al Giovane Holden la sua scuola di scrittura creativa, la Scuola Holden. Lo abbiamo intervistato oggi per parlare di J.D. Salinger e di Holden Caulfield.

Salinger è morto: in che modo la colpisce questo evento?
«Salinger era in qualche modo assente da molto tempo. La cosa strana, quella che sento di più, è l'ondata di interesse e di affetto che ha suscitato da ogni parte».

In molti si sono domandati cosa abbia spinto J.D. Salinger a ritirarsi nell'isolamento dopo la pubblicazione di un libro di grandissimo successo, Il Giovane Holden. Qual è la sua risposta?
«Lo hanno spinto il grande pudore e il senso della vergogna che aveva, gli stessi che ha messo nel personaggio di Holden Caulfield, il protagonista del suo libro. Salinger si è probabilmente reso conto che la carriera di scrittore, baciata da un successo straordinario, lo avrebbe portato a vedere e fare cose di cui avrebbe avuto vergogna».

Il Giovane Holden è un romanzo ancora in grado di parlare ai giovani, a più di 50 anni dalla sua pubblicazione? È ancora molto venduto?
«Credo che parli a una parte dei giovani, non a tutti, come è accaduto allora. Piace a chi ama quello stile di scrittura e l'impostazione del romanzo. Il Giovane Holden è comunque uno dei romanzi più venduti in tutto il mondo e continua a vendere dappertutto con un certo ritmo».

A che età ha letto Il Giovane Holden e che impatto ha avuto su di lei? Qual è il suo passo preferito?
«A 20 anni: è stata una lettura fulminante e al tempo stesso molto gradita. I miei passi preferiti sono l'ultima frase del libro e un passo nella terza pagina in cui Salinger cerca di farci conoscere la natura del distacco dalle cose ».

Ha intitolato la sua scuola di scrittura al Giovane Holden perché fosse una scuola per teste indipendenti. A 15 anni, qual è il bilancio? E oggi, continuano ad arrivare teste indipendenti?
«Sì, le teste indipendenti arrivano e sempre di più. In generale abbiamo ottenuto quello che volevamo: sicuramente Holden Caulfield sarebbe resistito due anni nella nostra scuola e noi non lo avremmo mandato via».

Mark David Chapman, l'assassino di John Lennon, stava leggendo Il Giovane Holden quando quando fu fermato dalla polizia. Salinger è stato un cattivo maestro?
«No, è stato un evento casuale ma altamente simbolico. L'immagine di quel ragazzo che va a uccidere Lennon con Il Giovane Holden in tasca è uno dei grandi cortocircuiti del pop».

Nel 2009, Salinger ha bloccato l'uscita di un sequel letterario del Giovane Holden. Ora che lui non c'è più, pensa che possa cambiare qualcosa? E soprattutto, un'operazione del genere ha senso?
«Non devono farlo. Spero che lui abbia lasciato disposizioni ben precise in merito per impedirlo».

Ha mai cercato di contattarlo?
«No, ma negli anni '90 avevo pensato di rifare la traduzione del Giovane Holden: Einaudi ha provato a raggiungere J.D. Salinger, senza successo».

Esiste o è esistito un Giovane Holden al femminile?
«Amélie? (Del Favoloso mondo di Amélie, ndr)».

J.D. Salinger non è ancora morto e lei ha accesso alla sua camera da letto. Cos'ha il grande scrittore sul suo comodino, quali libri?
«I farmaci e il bicchiere con la dentiera».

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).