Giorgia Würth: «Il mio romanzo è sulla chirurgia plastica, però io non sono da rifare»

05 febbraio 2010 
<p>Giorgia Würth: «Il mio romanzo è sulla chirurgia plastica, però
io non sono da rifare»</p>
PHOTO STEFANO COLARIETI -

I manifesti campeggiano da qualche giorno in metropolitana, e sopra l'immagine di una ragazzina che scruta un cielo pieno di nuvole nere e di un coetaneo che la guarda, c'è il suo nome, Giorgia Würth. L'attrice di Ex e di Moana, dove lei interpretava Cicciolina, ha appena esordito con un romanzo, Tutta da rifare (Fazi editore). Una storia d'amore forgiata dai colpi del bisturi delle operazioni di chirurgia estetica a cui la protagonista, Sole, si sottopone in maniera seriale. Un tema che la Würth, 30 anni, ex annunciatrice Rai, attrice in fiction come Un posto al sole e Un medico in famiglia e poi passata al grande schermo, giura non essere ormai più confinato al mondo dello spettacolo, anzi. E ci spiega perché.

La scrittura è sempre stata uno dei suoi pallini?
«Sì, ho già scritto almeno 100 racconti, ho un mio blog, ho fatto l'inviata per alcune testate. In questo caso volevo scrivere una storia che avesse a che fare con la chirurgia plastica. Il tema è da tempo nell'aria: ovunque mi giri, vedo volti e corpi rifatti. Poi ho letto un servizio di Cronaca vera che parlava della moda delle ragazzine di farsi regalare il seno per la maturità. Ho parlato con il chirurgo citato nell'articolo e lui mi ha presentato una quasi ventenne che si era rifatta tutta. Ne sono rimasta impressionata».

Qual è il suo giudizio sulla chirurgia estetica?
«Non do giudizi, ho scritto una storia d'amore. Voglio però lanciare un campanello d'allarme contro la chirurgia plastica come dipendenza. È un'arma a doppio taglio: può aiutare a svoltare in meglio ma, come succede con le droghe e il casinò, quando si comincia a vincere bisogna fermarsi ».

Quindi il messaggio è…
«Stiamo attenti al punto di non ritorno, quando ci si guarda allo specchio, ci si odia e si farebbe qualsiasi cosa per tornare come si era. Credo che la chirurgia estetica si specializzerà presto anche nel "rifare", nel tornare come prima».

Lei si sente o si è mai sentita come Sole, protagonista del suo libro: tutta da rifare?
«Sì, quasi sempre, anche perché essere donna oggi è più difficile a livello psicologico».

Sembra esserci molto di lei nella sua protagonista: amate Sabrina Salerno, avete passato l'infanzia a Varazze…
«È vero, ho parlato dei luoghi che conoscevo e di una delle mie passioni, ma le analogie tra me e lei finiscono qui. C'è una parte di me anche in Lorenzo, il protagonista maschile: precisamente nel suo porgersi nei rapporti, nel non desistere, nell'essere convinti che prima o poi la persona che si ama si renderà conto di noi».

Quindi, a chi si è ispirata per Sole?
«A nessuno, è una storia inventata. Però dopo averla scritta mi è capitato di conoscere delle ragazze e dirmi: "Ecco, questa è lei"».

Le ha conosciute nel mondo dello spettacolo?
«Non solo. Ormai l'uso della chirurgia estetica è dilagato ovunque: le operazioni sono accessibili a tutti e le ragazze oggi sono bombardate da messaggi di perfezione. Nel mondo dello spettacolo invece sta emergendo la tendenza "Teniamoci qualche difetto, ci rende particolari"».

Aveva dei modelli letterari nello scrivere questo libro?
«No. La riflessione che ho fatto prima di iniziare è stata sul punto di vista da scegliere, e ho scelto quello del protagonista maschile».

Quali sono i 5 libri sul suo comodino?
«Palpebre di Gianni Canova; Noi di Walter Veltroni; Sorry, un thriller di Zoran Drvenkar; Il simbolo perduto di Dan Brown (uno dei miei sogni è entrare nella massoneria); L'ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafón; Memorie di un nano gnostico, di David Madsen».

Lei si è sottoposta o si sottoporrà a qualche operazioni di miglioramento?
«Non escludo, tra qualche anno, di farmi riempire le rughe o altro. Spero solo di fare una scelta meditata. Sono certa però che non mi rifarò mai il seno: non sopporterei l'idea di avere due "cose" non mie nel corpo a vita».

Si rifarebbe per un uomo?
«Mai, se solo osasse chiedermelo, non mi vedrebbe più».

Quali sono i suoi prossimi progetti?

«In febbraio sono in tour promozionale nelle librerie, in marzo inizio a girare il nuovo film di Fausto Brizzi, Maschi contro Femmine. Altri libri? Per ora no, anche se ho in testa due temi: fantascienza e gravidanza».

Il regista Angelo Licata ha realizzato su YouTube un booktrailer per Tutta da rifare. C'è in vista un film?
«Mi piacerebbe, il booktrailer ha suscitato interesse - 15mila visite- e alcuni registi miei amici che hanno letto Tutta da rifare hanno detto di volere realizzare un film. Ma per ora non c'è nessun progetto concreto».

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