Rinascimento (Rock) fiorentino. La storia in un libro

12 febbraio 2010 
<p>Rinascimento (Rock) fiorentino. La storia in un libro</p>
Ernesto De Pascale, giornalista musicale, produttore discografico e gran conoscitore di rock suonato come-si-deve in un certo periodo in quel di Firenze, ha collaborato con Raffaele Palumbo alla realizzazione del libro I Love Rock'n'roll, sottotitolo Rock Contest: quindici minuti di gloria e orgoglio sul più importante palcoscenico per emergenti, sorta di saggio in note, molte delle quali rigorosamente elettriche, concepito come cronaca della rassegna.
La manifestazione, da sempre appoggiata dall'emittente Controradio e che ha debuttato nel 1979 a Firenze, è tra i nomi storici degli eventi italiani destinati alle band emergenti.
Su quel palco sono passati numerosi personaggi che avrebbero scritto più avanti qualche capitolo più che interessante della storia musicale nazionale degli ultimi tre decenni, da Irene Grandi alla Bandabardò, passando dai Dirotta Su Cuba, oltre ai nomi storici del rock fiorentino: Litfiba, Neon e Diaframma, solo per citare i più noti.

Cosa rappresenta un libro su una manifestazione come il Rock Contest?
«Il libro è il coronamento di un'avventura cominciata tanti anni fa, con l'esplosione del cosiddetto "rinascimento rock", gli anni, per intenderci, in cui usciva 17 Re dei Litfiba e io stesso producevo Siberia dei Diaframma.
Nella prima edizione ero tra i giurati; adesso sono presidente della giuria da dieci anni».

Quali sono i contenuti?
«Le pagine del libro raccontano una storia musicale importante, una storia di trasparenza e di alternativa al mercato discografico ufficiale, quando quest'ultimo ancora esisteva.
Si possono ripercorrere le vicende di Irene Grandi, Enrico della Bandabardò, Stefano Bollani piuttosto che Roy Paci, gli Offlaga Disco Pax e tantissimi altri che hanno fatto la storia di questa manifestazione gratuita, da sempre una concreta possibilità per gli artisti senza pretendere di fare business».

Che aria tirava nella Firenze degli anni in cui il Contest faceva il suo debutto?
«Si faceva, senza porsi troppi perché. Gli Anni Ottanta a Firenze, musicalmente, sono cominciati con il concerto di Patty Smith del 10 settembre 1979, per proseguire con Iggy Pop l'anno successivo, poi Peter Gabriel e gli Echo And The Bunnyman, poi l'apertura del Tenax. Per le strade c'erano ragazzi che provavano a costruire qualcosa di musicalmente rilevante. La città poi aveva, allora come ha oggi, un cordone ombelicale che la lega all'Emilia.
Il rock emiliano e il rock fiorentino si sono sempre frequentati e guardati con rispetto».

Il ruolo di Controradio nella storia del Rock Contest qual'è stato?
«Controradio è l'unione della volontà di una serie di persone che negli anni Settanta hanno deciso di lanciarsi nell'avventura delle radio libere e che nel corso del tempo hanno acquisito una grande professionalità.
Senza, non ci sarebbe stato Rock Contest.

Quanto è indie Rock Contest?
«L'a sua importanza sta nel suo essere un'alternativa nel senso stretto della parola.
Il Rock Contest offre la possibilità di passare da canali diversi in senso lato, piuttosto che da X Factor, Amici o altro.
E' una realtà fatta su misura, con persone reali, perché alle spalle ci sono persone con nomi e cognomi, facilmente rintracciabili in ogni modo e che svolgono un lavoro di verifica e controllo».

Qualche ricordo particolare?
«Gli Offlaga Disco Pax, che si erano formati praticamente per venire a Firenze a scoprire cosa succedeva in città e partecipare; e poi un ricordo particolare va agli Strange Fruit, vincitori nel 1994: il giorno immediatamente successivo li ho messi sotto contratto. Il gruppo si è sciolto dopo un anno, ma i suoi musicisti sono finiti a collaborare con Paolo Benvegnu e gli Articolo 31».
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