Le donne a strisce: fumetti al femminile

05 marzo 2010 
PHOTO COURTESY ED TUNUÈ

Prima c'erano Eva Kant e la Valentina di Crepax, poi sono arrivate La Stefi e Valentina Melaverde, con una schiera di sorelle e sorelline. Oggi su tutte domina il fascino elegante di Julia. Di carta, ma vive più che mai: le donne nei fumetti italiani attraversano un momento d'oro. Hanno smesso i panni delle femme fatale o delle fidanzate in ombra, sono emerse in primo piano conquistando storie, copertine, sceneggiature. E non nascono più solo dalla fantasia e dal tratto maschili: sempre più autrici e disegnatrici si sono imposte sulla scena di comics e graphic novel. All'alba dell'8 marzo, abbiamo chiesto di  rintracciare questa immagine femminile su carta a Samanta Zaghini e Sara Zanatta, autrici con Eleonora Guzzetta del volume Le donne nel fumetto - L'altra metà dei comics italiani: temi, autrici, eroine al femminile (Ed Tunué, 12.80 euro)

 

In molti fumetti, quando si parla di donne, si parla di sesso.
Samanta Zaghini
: «Può venire in mente Valentina di Crepax, dove il sesso è evidentemente presente, ma non è certo l'unico ingrediente della storia. Purtroppo a volte si pensa che i personaggi femminili (nel fumetto e in altri media) servano solo in funzione del sesso o come "altra metà" di una storia d'amore. Per fortuna non è sempre così. Ci  sono anche Eva Kant delle sorelle Giussani, le donne di Silvia Ziche, Julia della Bonelli, la cui protagonista può fare anche sesso, ma non si parla solo di quello, o le eroine di Cinzia Leone, Cinzia Ghigliano, Mabel Morri… E con questo non dico però che queste 'fumette' siano asessuate o non sensuali, tutt'altro: ma come cantavano qualche decennio fa Sabrina Salerno e Jo Squillo "Siamo donne, oltre le gambe c'è di più"».

Tra le eroine più interessanti c'è Julia.
Sara Zanatta:
«Personalmente mi affascina molto, è la ragione per cui ho iniziato a scrivere di questo argomento ed è uno dei personaggi più sfaccettati tra quelli nel libro. Lei vive la sessualità in modo più realistico: a tratti con grande trasporto, a volte più a fatica. La donna di carta è più simile a quella di carne».

Oggi, chi sono i personaggi femminili più forti del fumetto italiano e chi sono le disegnatrici più promettenti?
Samanta Zaghini:
«Dal punto di vista della diffusione, le più forti forse sono le donne di Manara (del resto è risaputo che il sesso vende sempre) e Julia di Berardi, dato che è ormai rimasta quasi da sola in casa Bonelli, a parte la new entry Lilith.Tra le autrici punterei su Mabel Morri, che è passata da poco alla Kappa Edizioni, dove troviamo Vanna Vinci e Sara Colaone. C'è anche Deco, autrice di Inkspinster, una striscia che da internet è arrivata su Smemoranda, dove prima di lei sono passate ElleKappa, Cinzia Leone, Silvia Ziche… In realtà auguro a tutte di sfondare».

A un certo punto voi parlate delle "bonelle".
Sara Zanatta:
«Sono i personaggi femminili della casa editrice Bonelli, che per vie traverse ha sempre parlato dell'universo femminile, anche accanto a personaggi maschili forti come Dylan Dog. Dagli anni '90, poi, hanno iniziato a esserci le donne protagoniste di una testata: Gea, Giulia, Lex... Quest'ultima è un personaggio interessantissimo: da comprimaria di Nathan Never è diventata protagonista, un personaggio giocoso che non sbandiera  la sua omosessualità, né la nasconde».

E, invece, comme sono le nuove adolescenti di carta, le sorelle minori di Julia? Sono simili a quelle vere?
Sara Zanatta:
«I fumetti per adolescenti danno molta importanza alla sfera pubblica: si concentrano sull'amicizia e i rapporti fra pari. Rispetto al passato, poi, raccontano storie di partecipazione più privata, magari ristretta al volontariato, ma comunque attiva.  Infine c'è il senso della corporeità, della femminilità ora mascherata ora esibita (anche con abiti e gli accessori), della sessualità da raccontare con discrezione e un tratto pulito anche nei personaggi più estremi. Almeno, per quanto riguarda i fumetti analizzati in questo libro».

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